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Calderone e il Paese delle opportunità – Le storie: “Lavoro sottopagata da 30 anni”. “Prendo il Tfr poi mi trasferisco a Tenerife con mio figlio”. “In Italia vivrei depresso a casa coi miei”

"Ho 50 anni, laureato in giurisprudenza con due master, faccio il lavapiatti". "Ministra, la propaganda non serve a nulla perché i cittadini poi riscontrano la realtà". Pubblichiamo i messaggi ricevuti dai lettori rispetto alle esternazioni della titolare del Lavoro. Se volete mandarci la vostra opinione, scrivete a fattocervelli@gmail.com
Calderone e il Paese delle opportunità – Le storie: “Lavoro sottopagata da 30 anni”. “Prendo il Tfr poi mi trasferisco a Tenerife con mio figlio”. “In Italia vivrei depresso a casa coi miei”
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Prosegue l’ondata di messaggi dei lettori, dall’Italia e dall’estero, indignati per le frasi della ministra del lavoro Calderone, convinta che il nostro Paese sia ricco di opportunità lavorative e relative garanzie. Dichiarazioni per lo più ignorate da media e giornali, ma rilanciate online da migliaia di utenti e smentite dalle testimonianze dei connazionali emigrati o da chi è rimasto. Se volete inviarci la vostra opinione o esperienza, scriveteci a fattocervelli@gmail.com

“Calderone, quelli come lei vivono nel mondo delle favole”

Giovanni di Cillio – Il ministro Calderone vive nel mondo di Narnia. Come siamo messi male in questo paese in cui la cultura è quasi allo zero.

Romina Bellini – Distinta signora ministra, sono un’ infermiera con pluriennale esperienza, lavoro da 30 anni, un lavoro meraviglioso, ma sottopagato e non riconosciuto in questo nostro meraviglioso ma sventurato paese, ho una figlia di 20 anni e pur con grande dispiacere auspico che dopo la laurea lasci questo posto in cui solo raccomandati e figli di tal dei tali fanno carriera. Se fossi anch’io una giovane infermiera migrerei in un paese che apprezza davvero la nostra professionalità. Lei e quelli come lei vivete nel mondo delle favole.

Roberto Giua – Io ho 76 anni e dieci anni fa con mia moglie, di 40 anni, dopo 10 anni di vergognosi trattamenti da caporalato, con mancette invece di stipendi, con un alone di precariato permanente, siamo scappati in Usa. In questi ultimi anni assistiamo a un’Italia sempre bella e attrattiva ma penosamente povera di opportunità, di chiarezza, di ideali, di giustizia. In America abbiamo fatto due figli e mia moglie è ai vertici della carriera universitaria. Fossimo rimasti? Precari a vita.

Anonimo – Buongiorno, ho 53 anni e da 30 anni lavoro regolarmente. La mia generazione è tra le ultime ad aver trovato un lavoro stabile e in regola. Tra 12 anni, quando andrò in pensione, andrò a Tenerife col mio Tfr, per creare un futuro a mio figlio. Visto l’andazzo per i giovani in Italia non c’è speranza.

A. R. – Dopo una carriera brillante di oltre 20 anni passati all’estero, dieci anni fa sono rientrato in Italia, chiamato da una multinazionale con sede a Milano. Sono stato oggetto di mobbing, declassato e guadagno meno della metà di quando ero all’estero. La mia esperienza all’estero non è stata mai valorizzata, se non ignorata. Adesso aspetto di andare in pensione. È stata la scelta peggiore della mia vita, me ne pento ogni giorno. Il mio consiglio per i giovani è di andare all’estero e restarci e di ritornare in Italia per le vacanze.

Rita – Italia Paese di grandi opportunità! Io ingegnere meccanico da anni con contratti a tempo determinato rinnovato ogni tre mesi (forse perché l azienda riceve agevolazioni ogni volta che licenzia e riassume?). Sicuramente la ministra vive molto lontana da queste dinamiche? Ma siamo sicuri che viva in Italia?

Marcello Tobia – 100 anni fa mio nonno dovette emigrare in California per trovare lavoro e sostentamento per la sua famiglia. Oggi mio figlio, cuoco professionista, ha dovuto emigrare per trovare una lavoro che premiasse la sua professionalità e per non subire i ricatti dei compensi in nero, dell’assenza di ferie, di stipendi (difficile chiamarli tali) che gli permettessero di costruirsi un futuro. È questa gente al governo che dovrebbe emigrare per mai più tornare.

Daniela Dibonaventura – La laurea in italia serve solo per entrare nel settore pubblico.

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