Una tempesta digitale che non è soltanto mera polemica sui social, ma un’operazione capace di alterare il dibattito pubblico e di produrre effetti concreti nella vita reale. È così che il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha descritto questa mattina a Omnibus (La7) l’ondata di attacchi ricevuti dopo gli scontri di piazza seguiti alla manifestazione per Abderrahim Fakir. Un vero e proprio assalto online che lo ha costretto a vivere sotto scorta e che, secondo uno studio citato da Repubblica, presenta tratti di artificialità: profili con chiari indicatori di non autenticità e un volume anomalo di interazioni provenienti dagli Stati Uniti.
“Sin dalla sera è iniziata una tempesta digitale sulla città di Bologna – ha raccontato Lepore – Ci sono state tante critiche legittime e io penso che sia giusto che un sindaco si sottoponga al giudizio dell’opinione pubblica, anche sui social. Poi, nelle ore successive, abbiamo capito che stava succedendo qualcosa di molto più intenso, non semplicemente legato alla diffusione di notizie false. Sul mio conto continuano a circolare molte fake news: l’ultima sostiene che l’Arma dei Carabinieri avrebbe rifiutato di assegnarmi una scorta. Una notizia assolutamente falsa“.
Il punto centrale, secondo il sindaco, è l’impiego di tecnologie avanzate: “Abbiamo capito che qualcuno ha messo in campo l’intelligenza artificiale per generare migliaia e migliaia di account che non solo commentano il mio profilo, ma anche le pagine di partiti come Fratelli d’Italia, che hanno chiesto le mie dimissioni, e in automatico intervengono anche contro chiunque mi esprima solidarietà. Credo che sia molto inquietante, perché questo falsa il dibattito pubblico. E ha un effetto sulla realtà: io sono sotto scorta, quindi non stiamo parlando soltanto di qualcosa di virtuale“.
Lo studio a cui fa riferimento Repubblica si basa in larga parte sui dati forniti da Talkwalker, una delle principali piattaforme professionali di social listening e media monitoring. Lo strumento è utilizzato da aziende, istituzioni e testate giornalistiche per analizzare in tempo reale centinaia di milioni di conversazioni provenienti da social network, siti, blog e forum. Consente di misurare volumi di traffico, sentiment, origine geografica degli account e indicatori di inautenticità. Nel caso di Bologna, Talkwalker ha registrato negli ultimi dieci giorni oltre 65 mila conversazioni sul sindaco provenienti dall’Europa e una quota definita “del tutto anomala” dagli Stati Uniti: più di 6 mila.
Lepore ha aggiunto un dettaglio tecnico: strumenti di analisi come Talkwalker non hanno un accesso completo e uniforme ai dati di geolocalizzazione di tutti i Paesi. Per gli Stati Uniti le dimensioni geografiche e i relativi metadati risultano disponibili e mostrano un volume fuori scala; per altri Paesi, invece, questi dati non sono accessibili o non sono sufficientemente aperti, e restano quindi invisibili all’analisi.
“Quello che è successo è molto preoccupante – ha sottolineato il primo cittadino – perché qualcuno dall’esterno è entrato nella nostra conversazione democratica. Noi non sappiamo se ci sia eventualmente qualcuno che opera dalla Russia o dall‘India. Ma l’attenzione deve riguardare anche quei Paesi“.
E ha aggiunto: “Questa vicenda dovrebbe preoccupare anche il governo e il Parlamento, visto che su questi temi si è già legiferato. Ci sono possibili profili di reato e presenterò una denuncia alla Polizia Postale. Pensate se una tempesta di questo tipo si scatenasse in un collegio deciso da pochi punti percentuali: finirebbe per alterare il risultato delle elezioni”.
Lepore ha ricordato di essere bersaglio di minacce sui social da due anni e di aver ricevuto la scorta soltanto nelle ultime settimane. Ha quindi puntualizzato: “Mi sento tutelato dalle forze dell’ordine e ringrazio lo Stato e il Viminale, perché in questo momento stanno proteggendo un sindaco. Non ho paura per me, ma sono preoccupato per la democrazia del nostro Paese“.
Infine ha richiamato l’anniversario della strage di Bologna, indicando nella piazza reale il vero antidoto alla piazza artificiale costruita da profili fake e intelligenza artificiale: “Bologna il 2 agosto ricorderà 85 vittime e 200 feriti. La nostra città conosce bene cosa significa avere lo Stato dalla propria parte o averlo distante. Non voglio essere retorico, ma credo che la migliore risposta sia la partecipazione: venire il 2 agosto, essere accanto alla città di Bologna“.