Un Airbus A320 della British Airways, il volo BA919 in arrivo da Düsseldorf con circa 180 persone a bordo, ha rischiato un disastro aereo lo scorso 6 luglio, mentre si trovava in fase di avvicinamento all’aeroporto di Heathrow. Secondo le ricostruzioni riprese da diverse testate britanniche, il velivolo stava sorvolando Canary Wharf, il quartiere finanziario nella zona est della capitale, quando è entrato in una condizione di stallo aerodinamico a circa 4.000 piedi di quota (poco più di 1.200 metri).
La notizia, rimasta riservata per tre settimane, è stata resa pubblica solo il 30 luglio dal tabloid britannico The Sun, che cita fonti del settore aeronautico secondo cui si sarebbe trattato dell’episodio più grave registrato nel Regno Unito negli ultimi anni.
Le fonti concordano su un elemento centrale: alla base dell’emergenza ci sarebbe stato il malfunzionamento di uno dei sistemi di dati di volo dell’aereo (l’air data system), che fornisce ai piloti informazioni essenziali come velocità e pressione. Questo guasto avrebbe innescato una catena di eventi che ha portato l’Airbus A320 in stallo.
A differenza di quanto accade con un’automobile, lo stallo di un aereo non implica lo spegnimento dei motori: si verifica quando le ali raggiungono un angolo di attacco tale da non riuscire più a generare la portanza necessaria a sostenere il peso del velivolo, con il rischio concreto che l’aereo cada in picchiata.
Secondo la ricostruzione del The Sun, sarebbe stato il primo ufficiale a gestire inizialmente l’emergenza, con manovre giudicate inadeguate dagli investigatori. A quel punto, in un intervento definito “praticamente senza precedenti” nell’aviazione commerciale, sarebbe stato il comandante a prendere fisicamente il controllo dei comandi, scavalcando l’input del collega per riportare l’aereo in assetto stabile.
Una fonte citata dal tabloid britannico ha descritto così la difficoltà della manovra: recuperare il controllo da quella posizione è complicato, soprattutto a quota così bassa. La stessa fonte ha sottolineato quanto sia raro che un comandante debba intervenire fisicamente in cabina di pilotaggio.
L’inchiesta dell’AAIB proseguirà nei prossimi mesi con l’analisi tecnica dei sistemi dell’aereo e delle comunicazioni in cabina. Solo al termine delle verifiche sarà possibile stabilire con certezza se il guasto al sistema di dati di volo sia da attribuire a un difetto tecnico, a un errore di manutenzione o a una combinazione di fattori umani e strumentali. Nel frattempo, il caso ha riacceso l’attenzione sui protocolli di gestione delle emergenze in cabina e sulla formazione dei piloti di fronte a guasti avionici in fasi critiche del volo come l’avvicinamento finale.