“È una canzone che ti fa sorridere perché se sei cresciuto in un paese, in una piccola città, soprattutto al Sud, ti mancano le signore sulle sedie e tutte quelle immagini semplici, quei cliché, quei luoghi comuni bellissimi”: così Serena Brancale racconta al Corriere perché ama cantare Al mio Paese, uno dei tormentoni dell’estate 2026. Secondo la cantautrice, nel testo possono riconoscersi tutti coloro che sono cresciuti in un paesino: lei, pugliese, ma anche Levante e Delia, entrambe siciliane e feat. nella canzone.
Il brano, amato da molti e da altri accusato di essere pieno di stereotipi, costruisce la sua forza proprio sui luoghi comuni. E Brancale li rivendica: “Io sono amante dei luoghi comuni, o meglio, mi mancano perché ormai sto a Roma da tanto tempo (…). Capisco chi non apprezza, ma è giusto che ognuno canti quello che vuole. Io non canto la politica, canto il sorriso e la felicità di essere una donna del Sud“.
La chiacchierata torna poi al passato: al “no” ricevuto da Simona Ventura a X Factor (“Aveva ragione, all’epoca ero ancora acerba. Grazie anche a quell’esperienza sono tornata a casa e mi sono messa a studiare, mi sono iscritta in conservatorio per sentirmi completa”), alla gavetta fatta cantando ai matrimoni e a Qui con me, la canzone dedicata alla madre scomparsa e portata sul palco di Sanremo: “(…) In quel momento non ho pensato al dolore, ho pensato soprattutto a lei, felice che cantassi, a come mi voleva vedere e a come avrebbe fatto lei stessa che era una cantante professionista”.