“La gente ha sempre più paura, vive nell’incertezza, anche per colpa di qualche pallone gonfiato che pensa di trasformare il mondo. Vedere quanto prevalga il capitalismo, il profitto, come si passi sopra a tutto e a tutti, beh, questo renderebbe ancora più importante il ruolo della sinistra”. È realista e anche un po’ sconsolato Neri Marcorè, alle soglie dei 60 anni (li compie domani 31 luglio), in una una intervista a La Repubblica.
L’attore e regista si professa “ancora più di sinistra adesso, perché auspico un equilibrio tra poteri e ricchezza, più solidarietà, un approccio umano a problemi complessi. Se ci sono povertà, disperazione, emarginazione, è facile che si inneschi la violenza”.
Neri Marcorè ha tre figli nati dal matrimonio con la moglie Selene: Arianna e i gemelli Elia e Nicola: “Certo non sono un papà-fratello. I miei figli non sognano lo spettacolo. Ci sono state stagioni diverse da padre, oggi ho una consapevolezza che a 40 anni non avevo. Macinavo col lavoro, fatalmente sono stato assente, c’era mia moglie. Ma ho cercato di essere autorevole più che autoritario, con calma. Sa come si dice: basta dare l’esempio”.
Quello che conta sono “la serietà e il rispetto delle persone con cui si lavora. I figli vedono come ti comporti, poi ci mettono la loro sensibilità“.
Nato nel 1966 a Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo, Neri Marcorè è attore, doppiatore, imitatore, cantante e conduttore televisivo e radiofonico. In oltre trent’anni di attività ha lavorato in radio, teatro, cinema e televisione, senza mai concentrarsi su un unico ambito.
Comincia a esibirsi in radio locali marchigiane a 12 anni, grazie al conduttore Giancarlo Guardabassi, che lo coinvolge in spettacoli itineranti e trasmissioni televisive. Nel 1988 partecipa a una puntata de “La Corrida” di Corrado e la vince. Prima di dedicarsi stabilmente allo spettacolo, consegue il diploma di interprete parlamentare in inglese e tedesco alla Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori “Carlo Bo” di Bologna.