Emily Wilson: "Il film privo degli elementi che rendono grande il poema, scrittura pessima" - 2/2
Sottile, ma pungente Wilson. Che, poi, ha affondato il colpo nel giudizio di ciò che, a questa versione del ritorno a casa di Odisseo, manca: “È priva di molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, sulla memoria, sulla storia, sulla guerra, o sul rapporto tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite dei suoi familiari, avversari, compagni, amici e vicini”, ha precisato la studiosa. Un blockbuster in cui, secondo lei, sono assenti “profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è un espediente. La scrittura è pessima. Nessuno dei personaggi ha una motivazione convincente per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso, e tutto il cibo sembra orribile”. Dal punto di vista emotivo “non mi ha coinvolta per niente. Il che credo dipenda in parte dal fatto che, a differenza di Omero, non è scritto molto bene“, ha specificato ancora la traduttrice in un’intervista al Sunday Times. I personaggi “non hanno il tipo di profondità di quelli omerici. Ho pensato: mi importa davvero se questo tizio torna da sua moglie? Non mi avete dato nessun motivo per farlo”
Qualche nota positiva, però, c’è e “l’uscita di Odissea resta comunque un evento da festeggiare“, ha riflettuto Wilson. L’epica, i miti e fascino dell’antichità greca stanno riportando il pubblico in sala. E alla gente sta tornando la voglia di (ri)scoprire Omero: “Nolan sta facendo del suo meglio per far tornare a leggere il grande pubblico, e io gliene sono grata”