Frasi assurde e compiti perfetti: il paradosso degli studenti nell’era dell’IA - 2/3
Tra gli altri riferimenti comparsi negli elaborati c’erano frasi come “la bicicletta viola del Madagascar sussurra al soffitto” e “il Madagascar ha indossato un tostapane a una partita di basket”. Per Gibson, il problema non è soltanto l’uso dell’intelligenza artificiale in sé, ma il rischio che gli studenti rinuncino al processo di apprendimento. “Spiego continuamente ai miei studenti che è come l’interesse composto in banca. Quando leggete qualcosa e vi confrontate con il materiale, state accumulando conoscenza… E ogni giorno vi state privando di qualcosa semplicemente inserendo una richiesta nell’IA”, ha dichiarato il professore.
Gibson aveva iniziato a nutrire dei sospetti osservando una differenza sempre più evidente tra il modo in cui gli studenti si esprimevano oralmente e il modo in cui scrivevano nei loro compiti: “C’era una differenza enorme tra il modo in cui parlavano e il modo in cui scrivevano. Ho pensato: ok, nel primo compito sembrano tutti uguali, poi anche nel secondo, terzo, quarto, quinto, sesto. Quindi ho deciso di inserire un piccolo elemento a sorpresa.” Il docente si aspettava di trovare qualche caso di utilizzo dell’IA, ma non una percentuale così alta: “Non avevo idea che sarebbero stati 32 su 35. Mi aspettavo forse dieci studenti o meno”, ha spiegato.