Una morte "insopportabile" e "inspiegabile" - 3/3
Negli anni successivi alla scomparsa di Arianna, Marina Giulia Cavalli ha parlato pubblicamente, in diverse occasioni televisive (tra cui Live – Non è la D’Urso e Bel tempo si spera) e in interviste a settimanali come DiPiù, del legame che sente di aver mantenuto con la figlia anche dopo la sua morte. L’attrice ha raccontato di credere in una forma di comunicazione con l’aldilà, affermando di aver ricevuto messaggi attraverso la scrittura automatica e di riuscire, in certi momenti, a percepire la voce della figlia. Ha inoltre trovato conforto nella fede religiosa, elemento che è tornato più volte nelle sue dichiarazioni pubbliche sul tema della perdita e della speranza.
Cavalli ha descritto il dolore per la morte di Arianna come “insopportabile” e “inspiegabile”, ma ha anche parlato di una certezza che la accompagna: la convinzione che il legame con la figlia non si sia interrotto, ma continui a esistere in una forma diversa. Ha raccontato come la maternità, non inizialmente un obiettivo prioritario della sua vita, sia diventata poi il centro assoluto della sua esistenza, rendendo la perdita ancora più devastante.