Le parole della sindaca del Comune di Sant'Antonio Abate - 3/3
La sindaca Ilaria Abagnale, al termine dello sgombero, ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Ringraziamo le forze dell’ordine e la magistratura per il tempestivo intervento, che certifica ulteriormente la correttezza degli atti e delle decisioni degli uffici comunali. Il nostro dovere era dare esecuzione ad una sentenza definitiva. Poco alla volta, stiamo facendo tutti i passi necessari per prendere possesso dell’intero compendio immobiliare divenuto ormai di proprietà del Comune di Sant’Antonio Abate, consapevoli che stiamo affrontando un caso particolare, dalle innumerevoli ripercussioni, sotto tutti gli aspetti. Ma lo stiamo facendo anche grazie ad una attenta collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte”. E ancora: “Un ulteriore ringraziamento va al Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha sempre ricevuto con favore le nostre istanze e con il quale il confronto è stato continuo, al Procuratore della Repubblica Nunzio Fragliasso e al sostituto procuratore generale di Napoli Luigi Musto”.
La testata romana ricorda inoltre che già lo scorso 11 maggio il Comune “aveva imposto ai gestori di liberare i locali entro 60 giorni”, termine scaduto l’11 luglio senza la restituzione dell’immobile. “La permanenza all’interno della struttura integra il reato di invasione di terreni o edifici, richiamando il più recente orientamento della Corte di Cassazione secondo cui il reato sussiste anche quando chi occupa l’immobile è il precedente proprietario che abbia ormai perso il titolo sul bene, acquisito al patrimonio pubblico”, recita una nota a firma del procuratore Fragliasso. Il Gip, conclude Repubblica, ha quindi “ritenuto necessario il sequestro preventivo per interrompere la prosecuzione del reato, considerato di natura permanente, e impedire l’aggravamento delle sue conseguenze”.