Il panico a bordo e le 52 vittime: l'incidente che ha introdotto le regole di sicurezza - 3/4
La vera tragedia si consumò nei tre minuti successivi, il tempo impiegato dalla fusoliera per affondare. Nel panico generale, molti passeggeri esitarono a lanciarsi tra le onde, faticando a individuare e a indossare i giubbotti di salvataggio all’interno dell’abitacolo. Parallelamente, l’equipaggio riscontrò gravi difficoltà pratiche nel liberare e mettere in acqua le zattere di emergenza. L’inabissamento rapido dell’aereo trascinò con sé 52 vittime. I superstiti furono soltanto 17 (12 passeggeri e i 5 membri dell’equipaggio).
Fu proprio l’analisi di quelle criticità e il racconto dei sopravvissuti a spingere le autorità aeronautiche ad aggiornare i protocolli civili. Le istruzioni essenziali che oggi ogni assistente di volo deve illustrare — in primis come individuare le uscite di emergenza e l’obbligo di gonfiare il giubbotto di salvataggio solo dopo aver abbandonato il velivolo — furono implementate come conseguenza diretta dei fatali errori commessi sul DC-4.