Le parole dell'ex pm Staffa in audizione - 2/3
Ecco quanto ha dichiarato ieri Staffa alla commissione in merito alle indagini da lui svolte: “Quando l’ho incontrata in una comunità, la Minardi mi ha parlato di luoghi, vicende, persone, con molti dettagli, tali che nemmeno uno sceneggiatore di prima categoria avrebbe potuto inventarli tutti in una mattinata, era un po’ difficile che si potesse inventare tutto, ecco perché io uscii da quella comunità con una certa convinzione della credibilità soggettiva della donna. La Minardi – ha spiegato quindi – perse credibilità successivamente, a seguito delle dichiarazioni successive quando poi lei modificò molti avvenimenti e da lì l’accusa di essersele inventate; si disse che siccome erano uscite sulla stampa delle sue dichiarazioni, forse voleva sfruttare economicamente quella sua nuova notorietà. Minardi – ha aggiunto quindi – poi a un certo punto tirò fuori mons. Paul Marcinkus (arcivescovo statunitense allora a capo della Banca Vaticana, ndr) ed anche le dichiarazioni di Salvatore Sarnataro sulle presunte azioni del figlio Marco (criminale romano al servizio di de Pedis, ndr) non vennero ritenute credibili in sede di archiviazione dell’indagine perchè comunque il figlio era morto e non potevano aversi riscontri da lui e per questo l’indagine si incancrenì, a quel punto io andai via dal pool perchè non ero convinto di come si stava procedendo. Poi ci fu tutto un problema di rapporti con il Vaticano ma io a quel punto ero già andato via”.