Bertolino e la sindrome dell'intolleranza: l'insofferenza per il "ciaociaociao" e i viaggi roventi - 2/3
Ci troviamo di fronte a un professionista della comunicazione e della risata che, superata la boa della maturità, scopre di aver sviluppato una rigidità inaspettata verso le piccole e grandi storture del quotidiano, trasformando il monologo in una vera e propria fenomenologia delle nevrosi contemporanee. “Ma sì, un po’ come quando a una certa età ti dicono che sei diventato celiaco o sviluppi chissà quale allergia, anche se fino al giorno prima non avevi nulla”, spiega l’attore al quotidiano. “Io mi sono accorto di essere diventato molto più rigido verso alcune cose su cui una volta sorvolavo. E così provo a condividerle col pubblico, perché mi sa che non sono l’unico”.
La lista delle nuove allergie di Bertolino è un campionario in cui fatichiamo a non riconoscerci tutti. Si va dalle insofferenze telefoniche — “Il ‘ciaociaociao’ al telefono, hai presente? Non lo reggo più” — alla maleducazione di “chi non presta attenzione mentre parli”, fino all’incapacità moderna di storicizzare i disagi, come “questo continuo lamentarsi del caldo, come se non ci ricordassimo certe estati di una volta, quando non avevamo nemmeno l’aria condizionata”. Viaggi epici verso il mare che il comico rievoca con la precisione chirurgica di chi li ha vissuti sulla propria pelle: “Senz’aria condizionata e senza navigatore, coi deflettori. Ci perdevamo in campagna e aprivamo la cartina sul cofano bollente”.