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“Oggi non si fa più l’amore. Abbiamo la gobba e la vista annebbiata, ci fa male la mano. Milano città insicura? Negli anni ’70 c’erano i cadaveri in strada ogni giorno”: la stoccata di Enrico Bertolino

Dai ricordi del Postalmarket alla "paranoia della sicurezza" nel capoluogo lombardo, fino alle stoccate sulla politica: le confessioni del comico al quotidiano "Il Giorno"

di Redazione FqMagazine
“Oggi non si fa più l’amore. Abbiamo la gobba e la vista annebbiata, ci fa male la mano. Milano città insicura? Negli anni ’70 c’erano i cadaveri in strada ogni giorno”: la stoccata di Enrico Bertolino

“L’inizio della fine è stato quando ci hanno dato un cellulare in mano, non si fa nemmeno più l’amore. Abbiamo la gobba e la vista annebbiata, ci fa male la mano. Gli stessi effetti di quando sfogliavamo con passione le pagine di Postalmarket. Ma all’epoca almeno era più divertente”. Non usa mezzi termini Enrico Bertolino per diagnosticare i mali clinici della nostra iper-connessa modernità. È lucido, caustico e insofferente sulle pagine del quotidiano Il Giorno, in un’intervista che delinea i contorni del suo spettacolo “Una serata di ordinaria ironia”, in scena al Castello Sforzesco con la regia di Massimo Navone.

Sulla sua città, quella Milano oggi costantemente al centro della cronaca per un’emergenza criminalità percepita come senza precedenti, il comico traccia un parallelo crudo e spietato, smontando con poche parole l’attuale narrazione imperante: “Mi ha stufato questa paranoia della sicurezza, ci hanno fatto una testa così. Io me la ricordo negli anni ’70 e ’80, ogni giorno c’erano cadaveri nelle strade. Vallanzasca, l’eroina, Angelo Epaminonda, il clan degli uruguayani che controllava la prostituzione. Oggi non c’è un problema di sicurezza ma di informazione. Ce n’è troppa e non è in mano agli esperti, a chi dovrebbe gestirla”.

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