Carla Gozzi racconta i 35 anni di matrimonio e il rapporto con la mancata maternità - 3/4
Quel sostegno, nella vita privata, ha il volto di un amore che dura ininterrottamente da 35 anni. Un legame longevo che ha saputo scongiurare lo spettro della routine ribaltando le dinamiche tradizionali: “Io sono quella più creativa, ma anche il punto fermo della coppia. Mio marito, invece, è sempre stato l’artista: suonava, scriveva, era più sfuggente. Quando ci siamo conosciuti partiva in barca a vela e non sapeva nemmeno quando sarebbe tornato. Abbiamo viaggiato tantissimo, insieme e separatamente, eppure ogni giorno continuiamo a scoprirci. L’amore oggi è comprensione, la capacità di analizzare insieme quello che ci succede. Siamo una coppia che parla tantissimo, si confronta continuamente e che, quando resta lontana troppo a lungo, soffre”.
Altrettanto lucida e pragmatica è la risposta di Gozzi a chi le chiede se provi dispiacere per le continue domande sui figli che non ha avuto. Nessun dramma, ma una presa d’atto delle proprie inclinazioni: “È una domanda normale. Se non arrivano, significa semplicemente che la tua vita ha preso un’altra direzione. Ho sempre detto che, avendo un’azienda con tanti dipendenti, in qualche modo i miei figli sono stati loro. Mi prendo cura delle persone, le aiuto: è una cosa che faccio anche con le amiche. Ho imparato a essere un punto di riferimento per gli altri. E poi, sinceramente, non credo che sarei stata una brava mamma. In compenso penso di essere una buona amica e una buona consigliera. Forse il mio ruolo è questo”.