Moda e Stile

“Il tempo che abbiamo davanti è meno di quello che abbiamo alle spalle, ero una donna consumata dall’ambizione. La scelta di non avere figli? Non credo che sarei stata una brava mamma”: parla Carla Gozzi

A otto anni dall'ultima edizione, la style coach torna in tv con Enzo Miccio in "Ma come ti vesti?". A Vanity Fair traccia una riga sul proprio vissuto: il rifiuto degli anni consumati dall'ambizione, i 35 anni di matrimonio, la scelta di non avere figli e la stoccata allo stile di Madonna

di Redazione Moda

“La vita va avanti e il tempo che abbiamo davanti è inevitabilmente meno di quello che abbiamo alle spalle. Allora dico: esageriamo, giochiamo, divertiamoci. Condividiamo esperienze originali, facciamo spazio a passioni che abbiamo tenuto ferme per mille motivi: viviamo la nostra vita”. È un bilancio netto, privo di filtri e proiettato al presente quello che Carla Gozzi traccia sulle pagine di Vanity Fair. Intervistata a margine del Festival del Cinema e della Televisione di Benevento, la celebre style coach televisiva guarda al proprio vissuto con una consapevolezza che la porta a rinnegare un intero decennio del suo passato.

C’è una fase specifica della vita, infatti, che Gozzi è certa di non voler rivivere: quella tra i trenta e i quarant’anni. “Ero completamente assorbita dalla carriera, viaggiavo senza sosta cercando sempre il gradino successivo nel mondo della moda: oggi quella donna consumata dall’ambizione quasi non la riconosco più. Forse proprio per questo la mia paura più grande è perdere l’umanità. Crescendo si rischia di chiudersi nel proprio mondo e di non vedere più chi ci sta accanto e magari ha bisogno di noi”. Oggi, spiega, si trova nella fase in cui l’obiettivo primario è “godersi ogni attimo” e concedersi il lusso di “esagerare anche sul piano della bellezza e dell’estetica”, riscoprendo sogni accantonati, come un ritorno in India con occhi nuovi o un’esperienza immersiva a Parigi per “assistere da vicino al processo creativo in un atelier d’artista, non nella moda ma in un altro linguaggio, come la pittura”.

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