Il rapporto con il padre e la nascita di una passione - 4/6
Il percorso di Martinetti nel mondo dell’enologia e della gastronomia affonda le radici in un’infanzia complessa, segnata dalla separazione dei genitori e dalla figura del padre Franco, noto esperto del settore: “Prima degli otto anni volevol fare l’avvocato. Poi, alla festa per la mia prima comunione, mi ubriacai con il Château Filhot, un sauternes dolce. E decisi che sarei diventato produttore di vini. Mio padre è un artista, molto competente su vino e gastronomia. Da adulto, ho capito che con la mia idea stavo solo cercando di entrare nelle sue grazie: cibo e vino erano l’unico canale di comunicazione tra di noi”.
Un rapporto che ancora oggi conserva distanze siderali, tanto da aver spinto Martinetti a parole molto dure durante un intervento al TEDx di Courmayeur: “Mio padre è su un altro pianeta. Per capirci: non mi fa neanche gli auguri per il compleanno. È un fanciullo di 82 anni che gioca ancora. Da lui ho preso il senso del bello e dell’eleganza, anche nei confronti degli altri. Arrivare puntuali è una forma di rispetto, e dunque di eleganza. Così come pagare le tasse”.