Dagli scampi con il guscio nel 1966 alla svolta di Cantalupa - 5/5
La storia del gruppo comincia nel centro di Bergamo nel 1966, quando Vittorio Cerea e la moglie Bruna decisero di puntare sulla cucina di mare in una città a vocazione quasi esclusivamente carnivora. “Nella Lombardia di allora il pesce fresco era un ingrediente quasi sconosciuto. C’era gente che mangiava gli scampi col guscio perché non sapeva che andasse scartato. All’inizio fu difficile. Ma i miei resistettero. Poi le cose iniziarono ad andare, ma per 12 anni non si concessero ferie”, spiega Chicco Cerea.
Dopo aver introdotto il catering d’autore negli anni ’70 — oggi arrivato a servire fino a 2.000 coperti negli stadi di Juventus e Atalanta —, la famiglia ha affrontato uno dei momenti più complessi nel 2005 con il trasferimento della sede nei dieci ettari della tenuta Cantalupa a Brusaporto. Pochi mesi dopo l’apertura, il 30 ottobre 2005, il capostipite Vittorio si spegneva, lasciando alla guida la moglie Bruna e i quattro figli. “I debiti erano tanti. Ci rimboccammo le maniche e mamma e il lavoro ci tenerono uniti. Uno degli ultimi giorni papà ci disse in bergamasco: ‘Turnàrei piö indré’, non tornerei più indietro”, ricorda Bobo Cerea.