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“Il mio migliore amico è morto quando avevamo vent’anni. È stato terribile. Penso a lui costantemente. Noi iniziamo a essere adulti, mi chiedo ‘chi sarebbe oggi?'”: il dolore di Sayf

In una lunga intervista a Repubblica, il rapper e cantautore parla dell'amico scomparso, della famiglia e della fidanzata: "Internet ci fa credere che ci sia sempre di meglio"

di Redazione FqMagazine

"Noi iniziamo a essere adulti, e non posso fare a meno di chiedermi: chi sarebbe oggi?" - 2/3

Parlando di quello che definisce il suo “cerchio magico”, formato da amici d’infanzia e da persone incontrate nel corso degli anni, Sayf racconta il sostegno ricevuto anche nei momenti più difficili. Tra questi, la morte del suo migliore amico quando avevano poco più di vent’anni: “Il mio migliore amico, che era parte di quel gruppo, quello della mia infanzia, è morto quando eravamo attorno ai vent’anni. È stato un colpo durissimo, terribile. Penso a lui costantemente, e mi manca. È strano, è come se fosse cristallizzato nel tempo. Noi iniziamo a essere adulti, e non posso fare a meno di chiedermi: chi sarebbe oggi?, chi sarebbe diventato?”.

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