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“Il mio migliore amico è morto quando avevamo vent’anni. È stato terribile. Penso a lui costantemente. Noi iniziamo a essere adulti, mi chiedo ‘chi sarebbe oggi?'”: il dolore di Sayf

In una lunga intervista a Repubblica, il rapper e cantautore parla dell'amico scomparso, della famiglia e della fidanzata: "Internet ci fa credere che ci sia sempre di meglio"

di Redazione FqMagazine
“Il mio migliore amico è morto quando avevamo vent’anni. È stato terribile. Penso a lui costantemente. Noi iniziamo a essere adulti, mi chiedo ‘chi sarebbe oggi?'”: il dolore di Sayf

Sayf, nome d’arte di Adam Viacava, 27 anni, è uno dei nuovi protagonisti della scena urban italiana. Nato a Genova e di origini italo-tunisine, ha conquistato il pubblico con una scrittura che unisce rap, cantautorato e temi personali e sociali. Dopo il successo di Santissimo, è impegnato nel tour estivo che culminerà con il Santissimo Fest di Genova, già sold out.

Il rapper e cantautore si è raccontato in una lunga intervista a Repubblica, ripercorrendo la sua vita a partire da Santa Margherita Ligure, dove è cresciuto e dove, racconta, ha avuto “una bella infanzia, una bella adolescenza. E ho avuto buoni amici. Mi sono divertito, ecco”. Di quegli anni conserva soprattutto il ricordo delle amicizie perché, spiega, “la naturalezza dei rapporti dell’infanzia è magica. Non capita più, poi, di legarsi a qualcuno con quella facilità”. A scuola sentiva di doversi fare “carico delle battaglie degli altri della classe” perché, dichiara, “di fronte alle ingiustizie sentivo di dover fare qualcosa“. Uno spirito che lo accompagna ancora oggi anche nella scrittura delle sue canzoni: “Ognuno ha la sua linea, ed è giusto che la segua. Non sono nessuno per poter impartire delle lezioni. Ho dei principi, mi muovo in base a quelli. Credo nella giustizia sociale, nell’equità. E credo molto nelle comunità, nelle relazioni”.

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