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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 20:49

Scontri tra polizia e manifestanti a Venezia durante il corteo contro l’ambasciatore Usa in “tour” sul suo yacht da 117 metri

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A Venezia si sono registrati venerdì sera alcuni scontri tra il corteo dei manifestanti che protesta contro la presenza dell’ambasciatore statunitense Tillman J. Fertitta e la polizia in tenuta antisommossa. Il cordone dei poliziotti era a presidio della zona di Riva dei Sette Martiri, dove stamane è attraccato lo yacht del diplomatico statunitense contestato al grido di ‘Venezia non si USA’. Al corteo, secondo gli organizzatori, hanno partecipato oltre cinquecento persone provenienti da tutti i centri sociali del Nordest. I manifestanti sono stati bloccati dallo schieramento dei reparti mobili quando intendevano dirigersi verso la nave. La carica di alleggerimento è durata non più di un paio di minuti e il corteo si è poi diretto verso lo Spazio Esedra nei vicini Giardini della Biennale. Lo yacht da 117 metri di Fertitta è presidiato dalle forze dell’ordine anche dall’acqua.

Il corteo si è infine diretto in via Garibaldi, fermandosi nella zona della Serra dei Giardini, dove i gonfiabili portati in corteo sono stati poggiati a terra e si sono tenuti i discorsi finali.

“È una vergogna che Venezia accolga nel cuore della città e per la festa del Redentore il mega yacht dell’ambasciatore statunitense Tilman Fertitta”, ha commentato in una nota Daniele Giordano, segretario della Cgil di Venezia. “Un’imbarcazione lunga 117 metri, dal valore di centinaia di milioni di dollari, ormeggiata a Riva dei Sette Martiri, rappresenta l’esatto contrario della nostra idea di sostenibilità ambientale e sociale. Quando fa comodo si prospetta per Venezia il futuro di ‘Capitale della Sostenibilità’ salvo poi nei fatti dimostrare che si tratta di una sostenibilità molto flessibile rispetto al denaro. La sostenibilità non può ridursi a uno slogan o a un marchio da esibire nei convegni. Significa tutela dell’ambiente, ma anche qualità del lavoro, diritto alla casa e possibilità per chi lavora di vivere dignitosamente nella propria città. Risultati disattesi dalle disastrose conseguenze di un’economia cittadina fondata sul turismo speculativo, sui bassi salari e sulla rendita”.

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