La diagnosi di danni cerebrali e il risveglio inaspettato - 4/5
Una volta rientrata negli Stati Uniti e ricoverata in terapia intensiva, l’attenzione del team medico si è spostata dal fegato alle gravi complicanze neurologiche causate dall’encefalopatia epatica. Un primo neurologo ha informato la famiglia che Sarah presentava “gravi danni cerebrali bilaterali” e che, nell’eventualità in cui fosse sopravvissuta, “non sarebbe più stata la stessa, probabilmente non avrebbe mai più camminato o parlato e avrebbe avuto bisogno di assistenza per tutta la vita”. La famiglia ha rifiutato di arrendersi a questa diagnosi, richiedendo un secondo parere medico. È a quel punto che la situazione ha preso una piega inattesa: “Il secondo neurologo ha spiegato che il danno cerebrale sembrava causato esclusivamente dall’encefalopatia epatica e che, a differenza di altri tipi di lesioni cerebrali, poteva essere reversibile. Poi è successo qualcosa di incredibile. Il mio fegato ha iniziato lentamente a guarire da solo. Il gonfiore al cervello ha iniziato a scendere”. Il 29 aprile, Sarah Danh si è svegliata spontaneamente, mostrando segni di ripresa che hanno sorpreso l’intera équipe medica e permettendo la rimozione dei supporti vitali. “Onestamente mi sembra di essere tornata dal regno dei morti“, ha confessato.