La diagnosi a Tokyo e il blocco dei trapianti per i non cittadini - 3/5
Trasportata d’urgenza in ambulanza al St. Luke’s Hospital di Tokyo, a Sarah è stata diagnosticata un’insufficienza epatica acuta, un’encefalopatia epatica e livelli di ammonio nel sangue criticamente elevati. Intubata e sottoposta a dialisi, trasfusioni continue e terapia di rimpiazzo renale continuo (CRRT), la ventisettenne è scivolata in un coma profondo. In quel momento, i medici giapponesi hanno comunicato al marito e alla madre della ragazza, giunta d’urgenza nel Paese, un dettaglio normativo invalicabile: in Giappone non è possibile eseguire trapianti di fegato su cittadini stranieri non residenti. L’unico obiettivo terapeutico percorribile per lo staff ospedaliero è diventato quindi quello di stabilizzare i parametri vitali di Sarah affinché potesse tollerare un volo d’evacuazione medica di 20 ore verso il Texas, dove poter essere inserita in lista d’attesa per il trapianto.