La ricostruzione della traiettoria: dalla fascia degli asteroidi alla Terra - 3/4
La meteora, che per dimensioni era paragonabile a un pesante bagaglio da stiva prima di frantumarsi a causa dell’attrito, è stata monitorata costantemente dagli esperti di tracciamento balistico. Mike Hankey, responsabile delle operazioni dell’American Meteor Society, ha spiegato come è stato possibile ricostruire l’esatta provenienza del corpo celeste: “Le nostre telecamere a Northford, nel Connecticut, e a Douglassville, in Pennsylvania, così come la telecamera di un campanello a Wayne, nel New Jersey, hanno catturato la meteora, e da lì abbiamo misurato la sua traiettoria. Il percorso riconduce alla parte bassa della fascia degli asteroidi”.
Essendo estremamente fragile, la roccia ha iniziato a disgregarsi rapidamente durante la discesa, cessando di essere visibile a un’altitudine di circa 22 miglia (35 chilometri). Subito dopo la scomparsa ottica, il radar meteorologico Doppler dell’aeroporto di Newark ha rilevato brevemente una lunga scia di piccoli detriti in caduta libera, estesa da Staten Island fino al New Jersey.