Il contesto di Piazza Ungheria e l'accusa di speculazione - 3/4
Nel caso sollevato da Tiziana Ferrario, la contestazione si è concentrata sulla sproporzione tra il prezzo applicato e il contesto logistico dell’acquisto, del tutto privo di elementi turistici o panoramici che potessero giustificare una tariffa maggiorata. La giornalista ha descritto minuziosamente il luogo in cui è avvenuto il fatto per evidenziare l’anomalia: “Vedete questo scontrino stropicciato? Vi sembra normale far pagare 2 euro una bottiglietta d’acqua? Ero in Piazza Ungheria vista traffico e tram, in uno tra gli incroci più trafficati di Roma Nord, dove non ci sono turisti perché da vedere c’è solo lo sferragliare di tram e l’aria è quella fetida dei tubi di scappamento”. Di fronte alle giornate di caldo torrido che stanno interessando la Capitale, la necessità di idratarsi si trasforma in un bisogno primario inderogabile, elemento che secondo la giornalista non dovrebbe essere trasformato in un’opportunità di profitto ingiustificato da parte degli esercenti.