“Vi sembra normale far pagare 2 euro una bottiglietta d’acqua?”. La domanda corre sui social insieme alla foto di uno scontrino stropicciato che Tiziana Ferrario, giornalista e per anni volto storico del Tg1, era sul punto di gettare via. Quel pezzetto di carta termica del Caffè Hungaria di Roma è diventato invece il manifesto di una denuncia pubblica contro la speculazione estiva sui beni di prima necessità.
Un acquisto da asporto rapido e obbligato per via della morsa del caldo, consumato non di fronte alle bellezze del Colosseo, ma all’incrocio di Piazza Ungheria, tra lo sferragliare dei tram e l’aria pesante dei tubi di scappamento.