Affidarsi ai navigatori satellitari è ormai un’abitudine per milioni di automobilisti, ma seguire le indicazioni non sempre porta alla meta desiderata. È quanto accaduto venerdì scorso in località Fusine, piccolo centro della provincia di Sondrio, dove un furgone di Mondo Convenienza diretto a Valleve è arrivato invece fino alla zona del Rifugio Dordona, situato a circa 1.960 metri di altitudine. L’episodio è stato documentato dai gestori del rifugio, che hanno condiviso sui social un video diventato rapidamente virale. Con ogni probabilità, l’autista si è affidato al navigatore impostando la destinazione e seguendo il percorso suggerito, senza immaginare che la strada scelta non fosse adatta a un veicolo commerciale di quelle dimensioni.
Per chi conosce il territorio, la situazione non rappresenterà una sorpresa. Il tratto che conduce verso il rifugio è infatti poco indicato per mezzi pesanti o furgoni, soprattutto a causa delle caratteristiche della strada e del dislivello. Nonostante ciò, casi simili continuano a verificarsi. Secondo quanto raccontano alcuni residenti della zona, un episodio analogo si sarebbe verificato anche nel 2024, quando un carro funebre diretto a una chiesa per una cerimonia imboccò un percorso errato, finendo bloccato su un passo di montagna a causa della neve.
L’inconveniente ha letteralmente messo in evidenza uno dei grandi limiti dei navigatori moderni. Le applicazioni calcolano spesso il tragitto più rapido o più breve, ma non sempre riescono a valutare elementi fondamentali come la larghezza della carreggiata, il tipo di fondo stradale, le pendenze o l’idoneità del percorso in base al veicolo utilizzato. La situazione può complicarsi ulteriormente quando viene selezionata l’opzione per evitare i pedaggi, che porta il sistema a privilegiare strade secondarie, talvolta meno sicure o meno adatte. L’episodio si è concluso senza conseguenze per persone o mezzi.