Acquirenti verosimilmente consapevoli di acquistare merce contraffatta - 2/2
Il giudice Richard Hacon ha ritenuto che quelle vendite abbiano provocato un danno economico concreto ai brand, privandoli sia di centinaia di potenziali vendite di prodotti autentici sia dei ricavi che avrebbero ottenuto dalle relative licenze. Per questo ha disposto un risarcimento complessivo di oltre 213mila sterline.
Diversa, invece, la valutazione sul presunto danno d’immagine. Le maison avevano sostenuto che la diffusione dei prodotti falsi avesse compromesso anche la reputazione dei marchi, ma il tribunale non ha accolto questa richiesta. Nelle motivazioni della sentenza il giudice osserva che gli acquirenti erano verosimilmente consapevoli di acquistare merce contraffatta e difficilmente avrebbero attribuito ai marchi originali la responsabilità della qualità dei prodotti.
Nel corso del processo è emerso anche che alcuni articoli appartenevano alla categoria dei cosiddetti “superfake“, copie realizzate con un livello di dettaglio particolarmente elevato, tanto da poter essere facilmente confuse con gli originali da un consumatore poco esperto. Sul proprio profilo Instagram Aldridge continua a presentarsi come consulente di social media marketing con lo slogan “Helping brands grow and turn posts into profits” (“Aiuto i brand a crescere e a trasformare i post in profitti”). Dopo la sentenza, secondo quanto riportato dalla stampa britannica, l’influencer non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche.