Dagli inizi, quando quasi per caso fece un provino per Tele Libera Firenze, fino al recente riconoscimento conferitole dal presidente della Repubblica, che l’ha nominata commendatore per gli altissimi meriti professionali. Cesara Buonamici ripercorre la sua carriera in una lunga intervista a Vanity Fair, partendo dalla “famiglia all’antica” in cui è cresciuta e dall’idea, mai realizzata, di diventare farmacista. A cambiare tutto fu un dramma improvviso: “Morì mio padre: aveva 54 anni, io 21. Se lo portò via un infarto nel sonno, in una notte terribile. Ci trovammo in una situazione economica non buona, c’era bisogno che facessi di più”.
Da lì il percorso è noto. Tele Libera Firenze entrò nel network di Rete 4 e poi nel mondo Fininvest: “Lì incontrai Fedele Confalonieri: la vita è l’arte degli incontri. Mi chiese di seguire un congresso del Partito Repubblicano di Spadolini. Giovanni Spadolini era un amico di famiglia, mi lasciò carta bianca e mi permise di riprendere la sua residenza a Pian dei Giullari tra i ritratti alla madre del padre pittore, i cimeli garibaldini, i barattoli di jelly beans regalati da Reagan e 50 mila libri stipati in armadiature speciali. Grazie a questo mi prese Arrigo Levi, che stava per cominciare su Canale 5 Tivù Tivù”. Da lì l’approdo al Tg5, dove Buonamici lavora ancora oggi.