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La dinamica dello scambio e i primi sospetti ignorati - 2/4

La sentenza del Tribunale civile di Avellino ricostruisce l'errore commesso nel 2017 alla clinica Malzoni. Decisivo il controllo casuale dei braccialetti. Archiviata l'inchiesta penale, riconosciuto il grave danno biologico
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La dinamica dello scambio e i primi sospetti ignorati

La vicenda giudiziaria prende le mosse il 9 ottobre 2017, giorno in cui due partorienti residenti ad Atripalda danno alla luce le rispettive figlie nella clinica avellinese. Subito dopo il parto, durante le operazioni di vestizione all’interno del nido, le neonate vengono scambiate e consegnate alle madri errate. Per circa quarantotto ore, entrambe le donne accudiscono e allattano la figlia dell’altra senza rendersi conto dell’accaduto.

Secondo quanto emerge dagli atti processuali citati dal Corriere, una delle madri aveva notato un’incongruenza negli indumenti della neonata, accorgendosi che i vestiti sembravano scambiati con quelli di un’altra bambina. Tuttavia, per la fiducia riposta nella struttura sanitaria e per l’enormità quasi inverosimile dell’ipotesi di uno scambio di culle, “[…] tale condotta non aveva comunque destato in lei alcun sospetto senza minimamente distoglierla dalle cure della neonata”.

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