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‘Ndrangheta, 79 arresti a Reggio Calabria. Colpiti i De Stefano, Tegano e Condello, cosche storiche della città

La Dda contesta diversi reati: dall’associazione di tipo mafioso all’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, fino all’estorsione, alla rapina e al porto e alla detenzione illegale di armi da fuoco. Per il blitz impiegati 500 carabinieri e poliziotti. Il commento di Meloni: "La lotta alle mafie è e continuerà a essere una priorità assoluta del Governo"
‘Ndrangheta, 79 arresti a Reggio Calabria. Colpiti i De Stefano, Tegano e Condello, cosche storiche della città
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Maxi-operazione questa notte a Reggio Calabria. In manette esponenti delle principali cosche mafiose della città. Per il blitz sono serviti oltre 500 uomini della Polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri che hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Giuseppe Borrelli.
L’operazione è scattata nella città dello Stretto dove 79 persone sono state arrestate: 73 in carcere e 6 agli arresti domiciliari.
L’inchiesta ha riguardato alcune delle cosche storiche di ‘ndrangheta: i De Stefano, i Tegano e i Condello. Ma in manette sono finiti pure esponenti di altre articolazioni criminali attive nel capoluogo reggino.
Le accuse contestate, a vario titolo, vanno dall’associazione di tipo mafioso all’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, fino all’estorsione, alla rapina e al porto e alla detenzione illegale di armi da fuoco.

In diversi casi la Procura contesta anche le aggravanti del metodo mafioso e dell’agevolazione della ’ndrangheta. L’inchiesta, condotta dalla squadra mobile e dai carabinieri, avrebbe ricostruito assetti, interessi e attività illecite riconducibili ai clan di Archi, quartiere nella periferia nord di Reggio Calabria dove dal 1985 al 1991 si è consumata una guerra di mafia con centinaia di omicidi. Non sono più quei tempi, ma il controllo militare del territorio è sempre una priorità per gli “arcoti”. Al centro degli accertamenti c’è soprattutto la capacità delle cosche di intervenire nell’economia locale, condizionando commercianti e imprenditori. Estorsioni ma non solo. Secondo quanto emerso dalle indagini, infatti, la Dda ha fatto luce pure su un traffico di droga
Con l’operazione di oggi, carabinieri e polizia colpisce alcune delle famiglie che hanno segnato la storia criminale di Reggio Calabria. De Stefano, Tegano e Condello sono nomi che da decenni sono al centro delle principali inchieste sulla ’ndrangheta cittadina e sui suoi equilibri interni.
Equilibri e interessi che, negli anni, hanno conosciuto un’evoluzione così come le alleanze e la capacità di esercitare pressione sul tessuto economico e sociale reggino. Tra gli arrestati ci sono Carmelo Murina, ritenuto un esponente di spicco della cosca di Santa Caterina (un quartiere di Reggio Calabria), Salvatore Primo Gioé, Mariano Tegano e Giuseppe De Stefano. Quest’ultimo non è il boss omonimo di Archi che è in carcere al 41 bis dal 2008. Si tratta del nipote, figlio del boss Orazio De Stefano.

In merito all’inchiesta è intervenuta sui social anche la presidente del consiglio Giorgia Meloni. Su X, la premier ha parlato di “un colpo durissimo quello inferto alla ‘ndrangheta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, con l’impiego di oltre 500 agenti della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri nella grande operazione che ha portato all’arresto di 79 persone, colpendo gli interessi delle cosche. Grazie a chi ogni giorno difende la legalità con coraggio e professionalità. Lo Stato non si piega. – conclude Meloni – La lotta alle mafie è e continuerà a essere una priorità assoluta del Governo”.

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