Televisione

Milo Infante: “Alla Rai ho chiesto promozione e direzione. Non li ho più sentiti. Sottile al mio posto? Ho visto su Instagram che ha fatto una locandina con l’IA e il suo viso, mi è sembrato un po’ triste. A Stasi chiedo scusa”

Il giornalista ha lasciato la Rai per approdare a Mediaset. Per lui un nuovo programma "Ore 11" il quotidiano che parte su Rete4 il 24 agosto e la prima serata a settembre

di Redazione FqMagazine
Le frecciatine di Infante a Sottile, le parole per Ranucci e le scuse a Stasi - 2/2

Le frecciatine di Infante a Sottile, le parole per Ranucci e le scuse a Stasi - 2/2

Ora guarda al futuro, con un programma in prima serata e la striscia quotidiana sempre su Rete4 dalle 11 alle 13, che si chiamerà Ore 11 ma non sarà una copia di Ore 14, precisa. Il suo posto, su Rai2, sarà preso da Salvo Sottile, al quale non risparmia una frecciatina: “Ho visto su Instagram che ha fatto una locandina con l’IAe il suo viso, mi è sembrato un po’ triste. Mi ha mandato un messaggio, gli ho risposto in bocca al lupo. Lui è bravo. Mi aspettavo che cambiassero il titolo, un po’ come il ritiro della maglia nel calcio…”.

Un’altra frecciatina, quella sì al vetriolo, la manda ad Antonio Marano, presidente ad interim della Rai che lo assunse nel 2003 quando era direttore di Rai2: “Non ci parliamo da due anni. Nel 2024, quando rientrò in Rai chiese subito di togliere la qualifica di vicedirettori ad interim a me, ad Alberto Matano e a Sigfrido Ranucci. Lo chiamai per lamentarmi e da allora non l’ho più sentito. Di sicuro non mi è mancato”. Non se ne fece nulla per l’opposizione dell’Ad Rossi, al quale, prima di lasciare l’azienda, Infante rivela di aver detto: “Giampaolo, non sei circondato da dirigenti alla tua altezza”.

Poi un passaggio al “caso Ranucci”, sul quale ha le idee chiare: “La Rai dovrebbe proteggere uno dei suoi programmi migliori, Report, e chi lo guida. Se emergeranno responsabilità personali, sarà giusto valutarle. Certi dirigenti dovevano essere più cauti. Finora Ranucci è soltanto la vittima di un attentato gravissimo. Prima di trasformarlo in imputato bisogna dimostrare le sue responsabilità”. Infine, a sorpresa, pone le sue scuse ad Alberto Stasi: “La cronaca insegna che la verità raccontata oggi non sempre coincide con quella che emergerà domani. È una lezione che ho imparato sulla mia pelle. Io mi sento in colpa per aver contribuito alla mostrificazione di Alberto Stasi dando per buoni certi teoremi. Devo chiedergli scusa perché un cronista deve sempre dubitare”.

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