Cristobal Pesce dalla comunità LGBTQ+ alla denuncia l'omofobia - 3/3
Cristobal Pesce fa parte della comunità LGBTQ+ e si è dichiarato pubblicamente gay. A differenza di molti altri personaggi diventati virali all’improvviso, però, il dj cileno non ha mai parlato della propria vita sentimentale nelle interviste, si è sempre concentrato quasi esclusivamente sul lavoro, sulla musica e sui progetti futuri, lasciando la sfera privata ai margini.
Diverso il discorso sui social, dove si è speso più volte a favore della comunità queer, denunciando l’omofobia ancora diffusa e ribadendo l’importanza dell’attivismo. In un passaggio condiviso online ha spiegato il senso del suo essere presente ai Pride, sottolineando come l’arte serva anche a ricordare il valore dell’umanità al di là di ogni like o numero. Proprio dopo l’esibizione al Pride di Madrid, Pesce ha voluto ribadire quanto sia importante non abituarsi all’indifferenza verso certe forme di odio.
Il motivo dell’esplosione mediatica va cercato più nella somma di più elementi che in un singolo fattore: un fisico scolpito, un’energia scenica fuori dal comune e la sovrapposizione, quasi casuale, tra il contesto del Pride e l’algoritmo di X, che negli ultimi giorni ha fatto rimbalzare le clip da un profilo all’altro fino a farle uscire dalla bolla degli appassionati di musica elettronica per approdare al pubblico generalista. A questo si è aggiunta la curiosità per il suo passato sentimentale con un personaggio già noto come Juan Pablo Jaramillo, elemento che ha ulteriormente alimentato la ricerca di informazioni sul suo conto da parte di chi lo scopriva solo ora.