Se si consultano i registri investigativi alla ricerca della data esatta in cui l’infedeltà coniugale registra il suo picco statistico assoluto, la risposta è sorprendente: il freddo e calcolato 22 dicembre. Eppure, è quando le città si svuotano, l’asfalto scotta e le spiagge si riempiono che il tradimento si trasforma in una febbrile e caotica liturgia stagionale. L’estate, per antonomasia, è il periodo in cui ci si lascia andare alla passione, si allentano i freni inibitori e si cede a qualche scappatella vissuta all’ombra di alibi apparentemente perfetti.
A tracciare questa mappa dettagliata del doppio gioco è Klara Murnau, considerata la detective privata più famosa d’Italia e autrice del libro “Better call Klara“, edito da Baldini + Castoldi. La raggiungiamo tra un’indagine e l’altra, e ci spiega come il passaggio alla bella stagione coincida con una vera e propria inversione a U dell’attività investigativa: “Se c’è una cosa che chi, come me, fa questo mestiere sa molto bene, è che non appena risuona il campanello dell’estate, le indagini cambiano direzione. E lo fanno a velocità record. Le statistiche parlano chiaro: dai primi di luglio fino a circa il 26–28 agosto — quando riaprono le aziende e tutto torna a girare — al netto di una piccola percentuale di casi straordinari o potenzialmente gravi, circa il 90% dei casi investigativi richiesti sono di matrice relazionale. Tradotto: tradimenti. Da ‘attestare e documentare’, come recita il mandato. E possibilmente in fretta”.