Cultura

Niente quinte né sipario: con la Traviata brindi anche tu. A Orta l’opera lirica itinerante e immersiva diventa festival

L'idea è del regista Gianmaria Aliverta che in 4 serate speciali trasformerà il pubblico in "spett-attori": "Così possono respirare insieme ai cantanti e vivere da vicino la potenza della musica e della recitazione, diventando parte integrante del racconto. L'allestimento del capolavoro di Verdi sarà in tre diversi ambienti, compresa la spettacolare isola di San Giulio

di Diego Pretini
Niente quinte né sipario: con la Traviata brindi anche tu. A Orta l’opera lirica itinerante e immersiva diventa festival

Tutti conoscono Violetta Valéry. Nessuno, però, ha mai potuto brindare con lei. Da quest’estate sarà possibile. Con “Riflessi d’Opera“, il nuovo festival ideato da Gianmaria Aliverta, l’opera lirica esce dal teatro e invade il paesaggio: il pubblico non assiste semplicemente allo spettacolo, ma ne diventa parte integrante. Nessun teatro, niente palchi né distanza tra il pubblico e i cantanti. L’opera viene vissuta e non solo vista dagli spettatori, che diventano anzi spett-attori: prendono parte all’azione scenica e, in alcuni casi, interpretano i personaggi. Invece di rimanere seduti in platea, verranno circondati dai cantanti, alzeranno il calice di spumante con loro. E raggiungeranno in battello l’Isola di San Giulio. Eccezionalmente accessibile di notte. L’appuntamento è per il 24 e il 25 luglio e poi ancora per il 21 e 22 agosto a Orta San Giulio.

A Orta l’opera è viva e il festival è immersivo

Da sempre il lavoro di Aliverta – che lavora da tempo nei più importanti teatri e festival italiani e non solo – è improntato a rendere l’opera accessibile, fruibile e vicina al pubblico, capace di parlare a tutti. Da questa visione è nata VoceAllOpera, realtà dedicata alla valorizzazione dei giovani talenti e alla diffusione dell’opera in contesti nuovi e non convenzionali (a partire dalle periferie di Milano). Nel corso degli anni, attraverso produzioni innovative e format originali, VoceAllOpera ha dimostrato che il teatro musicale può uscire dai propri spazi tradizionali e raggiungere pubblici nuovi senza rinunciare alla qualità artistica.

Riflessi d’Opera rappresenta oggi l’evoluzione naturale di questo percorso e diventa una realtà autonoma interamente dedicata all’opera immersiva e itinerante e strettamente connessa con il territorio. “Per secoli l’opera è stata vissuta a distanza – dice Aliverta -, separata dal pubblico da palcoscenici, quinte e convenzioni teatrali. Riflessi d’Opera sceglie invece di eliminare ogni filtro superfluo, portando gli artisti a stretto contatto con gli spettatori. Qui il pubblico può respirare insieme ai cantanti, cogliere ogni sfumatura emotiva, vivere da vicino la potenza della musica e della recitazione, diventando parte integrante del racconto”. Fondamentale per la nascita del progetto, si legge in una nota, è stato il sostegno del Comune di Orta San Giulio, “che ha creduto nella forza innovativa dell’iniziativa e ne ha sostenuto la realizzazione attraverso il proprio patrocinio”.

Niente palco, la Traviata è dentro il paesaggio e gli spettatori entrano in scena

Per la sua prima edizione, il festival presenta 4 recite de La Traviata di Giuseppe Verdi a Orta San Giulio, portando il capolavoro verdiano fuori dai confini del teatro e dentro il paesaggio. La riduzione drammaturgica ideata e rappresentata da Aliverta sarà uno spettacolo itinerante tra la terraferma (il borgo di Orta) e l’isola di San Giulio, eccezionalmente accessibile di notte per un ristretto gruppo di spettatori. La rappresentazione, inoltre, si svolgerà sullo stesso piano del pubblico. Non ci saranno palcoscenici a separare gli interpreti dagli spettatori, che anzi prenderanno parte alla messa in scena. Pur essendo uno spettacolo itinerante, ogni spettatore avrà sempre il proprio posto a sedere. A ogni cambio di location, il pubblico troverà una nuova disposizione, mantenendo il comfort senza rinunciare al coinvolgimento. L’allestimento mantiene il fascino dell’epoca grazie a raffinati costumi storici, offrendo un’immersione completa nell’atmosfera dell’opera.

È uno spettacolo che può nascere soltanto a Orta San Giulio, dove il lago, il tramonto, il battello e l’Isola non fanno da semplice scenografia, ma diventano parte integrante della narrazione. Lo spettacolo diventa un viaggio fisico ed emotivo che accompagna il pubblico dalla terraferma fino all’Isola di San Giulio, seguendo il destino di Violetta passo dopo passo. Gli spettatori non assisteranno alla vicenda da lontano, ma ne saranno immersi completamente, condividendo gli spazi, le emozioni e le azioni sceniche. Nel celebre brindisi del primo atto non si assisterà a una rappresentazione: pubblico e artisti alzeranno insieme il calice di spumante, diventando parte della stessa festa e celebrando insieme l’amore di Violetta e Alfredo.

Il pubblico si trasferisce in battello tra un atto e l’altro

In un altro momento dello spettacolo uno spettatore verrà coinvolto direttamente nell’azione interpretando il ruolo di Annina, la fedele serva di Violetta, abbattendo definitivamente il confine tra chi osserva e chi racconta la storia. L’esperienza culminerà con il trasferimento in barca verso l’Isola di San Giulio, solitamente inaccessibile di notte, dove andrà in scena il finale dell’opera. Si inizierà nei Giardini di Villa Bossi, per poi proseguire nel secondo atto nei Giardini della Scuola di Orta San Giulio. Infine, gli spettatori verranno accompagnati in battello fino all’Isola di San Giulio.

Sull’isola Violetta affronterà il suo ultimo istante circondata dagli spettatori, senza alcuna barriera tra il dramma e chi lo vive. Non si vedranno sipari, quinte o artifici teatrali a separare gli spettatori dal dramma, ci sarà soltanto il respiro della protagonista, il silenzio del lago e la forza universale della musica di Verdi. Pur essendo uno spettacolo itinerante, ogni spettatore avrà sempre il proprio posto a sedere. “Non sarà soltanto una rappresentazione – dice ancora Aliverta -, ma una esperienza. È la possibilità di vivere l’opera dall’interno, di percorrere un’isola seguendo una storia d’amore, di brindare con i protagonisti, di attraversare il lago insieme alla musica e di ritrovarsi a pochi passi da Violetta nel momento più struggente della sua esistenza. Per una sera il pubblico non entrerà in teatro. Sarà il teatro a entrare nella vita del pubblico“.

La riduzione per quartetto d’archi e il cast di giovani

A rendere ancora più esclusiva questa esperienza sarà la scelta musicale. L’opera verrà proposta in una raffinata riduzione per quartetto d’archi che ne esalterà il carattere più intimo e umano. Liberata dalla monumentalità orchestrale, la partitura rivelerà tutta la sua fragilità, la sua dolcezza e il suo dolore, permettendo agli spettatori di ascoltare ogni parola, ogni respiro e ogni emozione con una vicinanza irraggiungibile nei grandi spazi teatrali. Gli interpreti sono stati selezionati tra i migliori giovani selezionati dal Concorso Lirico Internazionale “Giancarlo Aliverta”, promosso da VoceAllOpera. Artisti che hanno già dimostrato il proprio valore e che trovano in Riflessi d’Opera un’occasione concreta per confrontarsi con il pubblico in una dimensione artistica innovativa e profondamente autentica.

Info

La traviata | Riduzione dell’opera di Giuseppe Verdi
Il riflesso di un amore: la tragedia di Violetta Valéry

Quando | 24 e 25 luglio – 21 e 22 agosto (ore 19.45)
Dove | Orta San Giulio – Novara
Biglietti | Intero 78-91 euro. Acquisti su Ticketone

Ideazione, riduzione drammaturgica e regia di Biglietti | Intero 78-91 euro. Acquisti su Ticketone

Cast

Violetta Valéry | Maria Kosovitsa (24/25 luglio) – Olga Dyadiv (21/22 agosto)

Alfredo Germont | Haruo Kawakami (24/25 luglio) – Leonardo Cortellazzi (21/22 agosto)

Giorgio Germont | Gustavo Castillo

Annina | Sarà una di voi!

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