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Divorce party, la festa per il divorzio è il nuovo trend. Parla l’organizzatore: “Si organizza proprio come un matrimonio, c’è un prima e un dopo”

Da Hollywood alle grandi città italiane spopola la tendenza a celebrare la separazione tra ville, limousine e dj set. I costi e il racconto degli organizzatori

di Redazione FqMagazine
La confessione dell'event planner - 3/4

La confessione dell'event planner - 3/4

A tracciare i dettagli di questo business è Damiano Ranocchini, organizzatore di party specializzato nella fine delle relazioni, intervenuto nel corso del programma televisivo “Morning News”. Ranocchini ha spiegato la filosofia che guida il suo lavoro, sottolineando che l’evento “segna una rinascita dopo un lutto. Il divorzio è un percorso molto importante che ferisce, noi cerchiamo di costruire qualcosa di bello dopo un periodo buio”. L’approccio con il cliente richiede una sensibilità particolare, che va oltre la semplice pianificazione logistica e organizzativa del personale di sala.

Si organizza proprio come un matrimonio, c’è un prima e un dopo — racconta l’event planner — È il gran finale di chi ama colorare un periodo buio della propria vita. Quando ci sediamo a tavolino con il divorziato o divorziata facciamo un po’ anche da psicologi, ma chi ha la possibilità economica può ironizzare con questo evento, non c’è nulla di male”. Ranocchini evidenzia come la pianificazione non lasci nulla al caso, richiedendo una forte impronta sartoriale: “Sono party molto esclusivi che seguono una linea e il dress code è fondamentale. I costi seguono la linea dei matrimoni per via delle spese che vanno affrontate come l’affitto della location, il food, il beverage, praticamente costa quanto un matrimonio. C’è molta professionalità nell’organizzazione e gestione di questi eventi ma ci tengo a sottolineare che non demonizziamo il matrimonio”.

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