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Almeno 12 morti in un incendio nei boschi dell’Andalusia: vittime intrappolate nelle auto mentre cercavano di scappare

Tragedia senza precedenti nella provincia di Almería, dove oltre mille persone sono state evacuate. Cinque feriti ricoverati per ustioni, impegnati oltre 150 vigili del fuoco e l'esercito. Il cordoglio di Sanchez: "Enorme tristezza"
Almeno 12 morti in un incendio nei boschi dell’Andalusia: vittime intrappolate nelle auto mentre cercavano di scappare
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È una delle peggiori tragedie legate agli incendi boschivi degli ultimi anni in Spagna. Almeno dodici persone hanno perso la vita nel devastante rogo che ha colpito il comune di Los Gallardos, nella provincia andalusa di Almería, mentre almeno sette persone sono rimaste ferite e oltre mille residenti sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Un bilancio ancora provvisorio, destinato purtroppo a poter aggravarsi, mentre i soccorritori continuano a lavorare senza sosta tra le fiamme. L’incendio è divampato nella giornata di giovedì e, favorito dalle temperature eccezionalmente elevate, dalla vegetazione completamente secca e dal vento, si è propagato in poche ore con una violenza tale da lasciare pochissimo tempo alla popolazione per mettersi in salvo.

Secondo quanto riferito dalla Giunta dell’Andalusia, gran parte delle vittime è stata trovata all’interno di automobili rimaste intrappolate dalle fiamme lungo una strada secondaria nei pressi di Bédar. Le persone stavano probabilmente tentando di fuggire dall’incendio quando il fronte del fuoco ha improvvisamente sbarrato loro ogni via di scampo. Una scena che restituisce tutta la drammaticità dell’emergenza e che ha spinto le autorità regionali a definire il rogo come “una tragedia senza precedenti”.

“L’Andalusia è in lutto”

“L’incendio con le conseguenze più gravi mai registrate nella nostra regione”. Così l’assessore alla Presidenza, Sanità ed Emergenze dell’Andalusia, Antonio Sanz, ha descritto quanto accaduto. “L’Andalusia è in lutto”, ha dichiarato il responsabile della gestione dell’emergenza, sottolineando come mai prima d’ora un incendio boschivo avesse provocato un numero così elevato di vittime nella comunità autonoma. Il servizio di emergenza 112 ha ricevuto oltre 150 chiamate da cittadini che segnalavano l’avanzata delle fiamme. Secondo le prime testimonianze raccolte dall’emittente pubblica Rtve, l’incendio potrebbe essere stato innescato dalla caduta di un cavo elettrico, anche se le cause restano ancora oggetto di accertamento.

Oltre mille evacuati, mobilitato anche l’esercito

Per consentire le operazioni di soccorso sono stati evacuati completamente il comune di Bédar e diverse frazioni, tra cui Almocaizar, El Chocolate e Los Collados. Sono state inoltre sgomberate le urbanizzazioni Parque Botánico e Los Flamingos, che comprendono circa 400 appartamenti. Più di mille persone hanno dovuto lasciare le proprie case. Molti sfollati hanno trascorso la notte nei centri sportivi allestiti a Garrucha e Mojácar, mentre un centinaio di persone è stato ospitato nel teatro municipale e nel poligono industriale di Lubrín, dopo che l’avanzata delle fiamme aveva reso impraticabile la principale arteria stradale di Bédar.

Per contenere il rogo sono impegnati oltre 150 vigili del fuoco, numerosi mezzi aerei e i militari dell’Unità Militare di Emergenza (Ume), mobilitati dal Governo spagnolo per rafforzare le operazioni di spegnimento. Il bilancio provvisorio conta almeno sette feriti. Cinque persone sono state trasferite all’Ospedale Universitario Torrecárdenas di Almería con ustioni di diversa gravità. Due persone sono invece sopravvissute gettandosi in un terrapieno nel tentativo disperato di sfuggire alle fiamme. Altri residenti sono stati curati per inalazione di fumo e ustioni lievi.

Il cordoglio di Pedro Sánchez

Il premier Pedro Sánchez ha espresso il proprio dolore attraverso un messaggio pubblicato su X. “Enorme tristezza e desolazione davanti alle terribili conseguenze dell’incendio che colpisce la provincia di Almería”, ha scritto rivolgendo le condoglianze alle famiglie delle vittime, augurando una pronta guarigione ai feriti e ringraziando tutti gli operatori impegnati nelle operazioni di soccorso. Sánchez ha confermato la mobilitazione dei mezzi del Ministero della Transizione ecologica, della Protezione civile, delle forze di sicurezza e dell’esercito, invitando la popolazione alla “massima prudenza”. Anche il presidente della Giunta andalusa, Juanma Moreno, ha parlato di una regione “spezzata dal dolore“, esprimendo vicinanza alle famiglie delle vittime e alle comunità colpite.

L’ondata di caldo che sta mettendo in ginocchio l’Europa

Il maxi incendio di Los Gallardos si inserisce in un quadro più ampio che vede l’Europa meridionale alle prese con una nuova e intensa ondata di caldo estremo. Negli ultimi giorni la Spagna, insieme a Portogallo, Italia, Grecia e ad altri Paesi del Mediterraneo, ha registrato temperature eccezionalmente elevate, con valori ben oltre i 40 gradi in numerose aree interne. Il caldo persistente, unito alla siccità e ai forti venti, ha creato condizioni ideali per la propagazione degli incendi boschivi.

Nelle stesse ore un secondo incendio è divampato a Estepona, sempre in Andalusia, rendendo necessaria l’evacuazione preventiva di circa un centinaio di residenti. Anche la provincia di Córdoba è stata interessata da un altro vasto rogo che ha costretto a interrompere temporaneamente la circolazione dei treni ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia, prima del successivo ripristino del servizio. Lo scorso giugno – secondo i dati di Copernicus – è stato il più caldo in Europa e il secondo a livello globale (leggi l’articolo di Luisiana Gaita)

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