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“La mente in burrasca, ma il cuore pulito. Questo sono io”: la foto a petto nudo di Senza Cri di “Amici” e il messaggio per le persone non binarie

Il cantante pubblica su Instagram foto e video sulla sua identità non binaria e il binding, con un messaggio di supporto

di Redazione FqMagazine
“La mente in burrasca, ma il cuore pulito. Questo sono io”: la foto a petto nudo di Senza Cri di “Amici” e il messaggio per le persone non binarie

Dal Serale di “Amici di Maria De Filippi” dello scorso anno, Senza Cri ha fatto di passi da gigante. In un post pubblicato su Instagram ha raccolto video e foto per raccontare anche la sua storia e lanciare un messaggio alle persone non binarie. “La mente in burrasca, ma il cuore pulito questo sono io, non vedo l’ora di vedervi sottopalco”, sono le parole che accompagnano il carosello social.

Tra gli scatti, il cantante piange, dopo una sessione di binding (la pratica di comprimere il petto per appiattirlo. Si esegue usando fasce elastiche o nastri adesivi specifici, ndr), e ha spiegato: “La foto in cui piango corrisponde alla scorsa estate, mi ero appena distrutto col tape. Mando un abbraccio a tutte le persone meravigliose che ogni giorno si costruiscono su misura della loro identità e della loro felicità. Massimo supporto. La mia storia, le vostre”.

Senza Cri in un monologo a Le Iene aveva ben spiegato la sua situazione: “Sapete cosa hanno in comune la mia identità e la musica? Anche chi non ne sa niente ne parla. Sono una persona non binaria e i miei pronomi sono il neutro e il maschile. L’identità di genere di una persona non binaria si colloca al di fuori della dicotomia maschile-femminile. L’innocenza mi portava a vivere e basta. Ma più crescevo e più c’era qualcosa da spiegare. Come se la mia esistenza non potesse essere motivabile in quanto viva, ma in quanto lecita. E quando il corpo cambiava, l’anima si faceva più piccola e chiedeva pietà. Ho stretto il petto fino a farmi male. E mi dicevano, ma così respiri? Ed io non conoscevo altro modo”.

“Solo chi conosce il peso dello sguardo degli altri si premura di non far mai piangere un paio di occhi. – ha continuato – Credevo di essere un problema e mi chiedevo, ma perché non posso essere una pecora bianca? Poi ho capito che essere l’anomalia, la pecora nera, era una responsabilità fatta di sofferenze, ma anche un percorso verso il futuro, il mio. E se la domanda è, ah è in un binario, e su che binario viaggia? Io viaggio sul mio, verso una stazione in cui aspetto agli arrivi una società che ha voglia di fare una rivoluzione gentile, umana davvero. Io sono Senza Cri e ho paura, ma anche coraggio. Il coraggio di non lasciare indietro nessuno, di ammettere che esisto, che sono. E quando finiranno le parole, quando finirò anch’io, continuerò a parlare tutto quello per cui vivo. La musica”.

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