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Ultimo aggiornamento: 11:41

“La sinistra recuperi i voti della classe operaia invece di pensare al 4% di Renzi”: le voci dalla piazza delle opposizioni a Napoli tra voglia di unità e malumori per l’ipotesi alleanze

La piazza di Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli chiede unità per arginare la destra, ma pesa il tema Renzi: "Stare insieme è l’unico modo per togliere i fascisti al governo”
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Uniti nonostante le differenze per battere il centrodestra. Alla prima uscita nazionale del campo largo organizzato a Napoli da PD, M5S e AVS i cittadini che hanno partecipato all’evento non hanno dubbi, bisogna correre insieme ed evitare gli errori fatti nelle scorse elezioni politiche. “È vero – dice una partecipante – all’interno del centrosinistra ci sono punti di vista diversi su temi importanti come politica estera, preferenze ed allargamento al centro di Matteo Renzi ma alla fine bisognerà trovare una sintesi quando si scriverà il programma e capire chi vorrà davvero aderire. Su alcune cose sarò d’accordo e su altre meno, ma stare insieme è l’unico modo per togliere i fascisti al governo”.

L’ipotesi dell’allargamento al centro e l’eventuale alleanza con Italia Viva di Renzi alla piazza però non sembra affatto gradita. “La sinistra pensasse a recuperare i voti della classe operaia e dei precari invece di pensare al 4% o al 5% di Matteo Renzi – dice al Fattoquotidiano.it un ragazzo presente all’evento in Piazza del Gesù – sempre più elettori storici della sinistra oggi passano alla Meloni e a Vannacci, così come nel 2018 passarono a Salvini. Riprendere questi voti dovrebbe essere l’unica priorità del campo largo”.

All’interno degli elettori del centrosinistra il tema del voto di preferenza genera divisioni tra chi vorrebbe scegliere i propri rappresentanti e chi invece teme clientelismo, corruzione e disparità di genere. “Anche su questo bisognerà trovare una sintesi – ci dice un elettore – ma ogni ragionamento adesso su questo tema è relativo perché bisognerà prima vedere con quale legge elettorale si andrà a votare, se la destra cambierà quella attuale. Oggi su questo tema ci sono troppe variabili e credo che bisognerà trovare attraverso il dialogo degli espedienti per abbattere questi muri al fine di arrivare al governo del Paese e poi capire come venirsi incontro, ma di certo adesso non è il momento di farsi la guerra all’interno del campo largo”. E proprio sulla guerra, quella vera, quella che sta devastando l’Ucraina, emergono tra le anime del centrosinistra posizioni differenti. “Noi del M5S ad esempio sull’invio di armi in Ucraina abbiamo una linea più pacifica, rivolta al dialogo e sicuramente contro un’economia di guerra – ci dice uno dei partecipanti – e in questo senso il PD ha mostrato una linea più atlantista e in certi casi ambigua. Divergenze però – conclude – che riguardano per lo più questo tema sull’invio delle armi, perché invece sulle politiche interne siamo già molto compatti e pensiamo che le priorità del paese siano la lotta alla povertà, i salari bassi, la sanità e i trasporti e su questi argomenti mi sembra che non ci siano sostanziali differenze di vedute all’interno del campo largo”.

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