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L’avvocato di Ranucci: “Ogni iniziativa Rai sarebbe inquinata da falsità”. Conte: “Report un problema solo per i politici”

Il legale del giornalista: "Rischio di punire la vittima". Milena Gabanelli rivela di aver ricevuto l'offerta di tornare alla guida del programma: "Ma il rito della riesumazione non va bene"
L’avvocato di Ranucci: “Ogni iniziativa Rai sarebbe inquinata da falsità”. Conte: “Report un problema solo per i politici”
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“Ogni iniziativa che la Rai dovesse assumere in questo momento nei confronti di Sigfrido Ranucci, e quindi della trasmissione Report, sarebbe inevitabilmente inquinata dalle falsità che, nonostante la posizione netta e chiara della autorità giudiziaria sulla vittima e la sua inconsapevolezza, sono state alimentate incessantemente da polemiche pretestuose anche all’interno dell’azienda”. Mentre si attende la decisione di viale Mazzini sul futuro del conduttore, il suo avvocato Roberto De Vita interviene sull’ipotesi di una sospensione per i rapporti con il faccendiere Valter Lavitola, mandante reo confesso dell’attentato ai suoi danni. “Motivazioni laterali alla vicenda, quali frequentazioni, fonti e inchieste controverse, sarebbero espedienti e artifici formali e sostanziali“, avverte il legale. “Motivazioni inerenti una “incompatibilità ambientale” attesa la ridondanza della vicenda e i suoi riflessi negativi per l’azienda sarebbero pretesto cortese e si tradurrebbero di fatto nella punizione della vittima, che ben poco ospizio ha nel nostro ordinamento. Ogni ulteriore ed altra giustificazione sconterebbe inoltre le già manifestate indicazioni condizionanti di esponenti di vertice governativo e istituzionale, collocando nell’orbita della decisione politica le iniziative della Rai nei confronti del conduttore e della trasmissione”.

La sospensione di Ranucci è data già per certa da Libero, piuttosto informato sulla questione come gli altri quotidiani di destra, secondo cui la Rai sta valutando di offrirgli un posto da caporedattore a RaiNews, ruolo in linea con la sua qualifica professionale, in modo da evitare controversie legali. Ma chi lo sostituirebbe alla guida di Report? In un colloquio con il Giornale, la storica conduttrice Milena Gabanelli fa sapere che la richiesta del gran ritorno le “è stata fatta pervenire. Ma per me”, spiega, “il pervenuto vale quasi zero. Quindi non intendo tornare anche perché non va bene il rito della riesumazione”, afferma. “E poi sia chiara una cosa: i programmi sono fatti dalla squadra. Uno da solo non fa niente. Colpire la squadra mi pare che sia un delitto”.

Sull’accanimento della stampa governativa contro Report interviene anche il leader M5s Giuseppe Conte in un post sui social dedicato al caro carburanti. “Meloni fa interviste per dire che “l’Italia è più forte di prima” e cercano di coprire l’emergenza economica arruolando tutti i giornali e le tv che controllano per buttare fango 24 ore su 24 sulla redazione di un programma d’inchiesta quale Report, che ha costituito una vera spina nel fianco di un governo che vuole TeleMeloni a reti unificate soprattutto adesso che la campagna elettorale è alle porte. Teniamo alta la guardia: Report e le sue inchieste non sono un problema per gli italiani ma solo per i politici che non tollerano il giornalismo d’inchiesta. Il problema degli italiani è un governo che dopo quattri anni è rimasto immobile senza offrire soluzioni”, attacca l’ex premier.

Nel frattempo Ranucci fa sapere di aver querelato Clementina Forleo, giudice della Corte d’Appello di Roma – famosa per il suo scontro col Parlamento ai tempi dell’inchiesta sulla scalata alla Bnl – per un post da lei pubblicato nei giorni scorsi su Facebook: “Chi sta ricattando Ranucci? Perché vuole a tutti costi mantenere il timone di Report (trasmissione del servizio pubblico) con la minaccia di spifferare le chat con “tutti”? E chi sono i “tutti” di cui parla?”. Il riferimento riguarda una frase attribuita al conduttore da alcune testate: “Se mi tolgono la conduzione, allora ci divertiamo, nel mio telefono ho le chat di tutti”. “Dispiace che una magistrata, ben consapevole dell’importanza delle dichiarazioni pubbliche di chi riveste ruoli istituzionali, abbia fatto affermazioni prive di fondamento e gravemente calunniose, per le quali il dottor Ranucci è costretto a rivolgersi all’autorità giudiziaria. Parole che vanno ben oltre la perdita di sobrietà, con gravi conseguenze legali”, dichiara all’agenzia LaPresse il suo avvocato.

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