La risposta degli automobilisti e le tappe future - 4/4
Oggi le condizioni generali di Diego mostrano segnali di ripresa: il bambino ha ricominciato a mangiare, gioca, scherza e ha potuto anche frequentare la spiaggia seguendo le dovute precauzioni mediche. L’iniziativa del cartello stradale ha trasformato un normale viaggio di rientro in un momento di forte empatia collettiva. «Quando gli automobilisti hanno iniziato a suonare il clacson ho provato un’emozione indescrivibile. Nessuno ci conosceva eppure tutti hanno deciso di condividere quel momento con noi. È stato come ricevere un grande abbraccio. Pensare che qualcuno mi ha scritto dicendomi di aver perfino bruciato il clacson da quanto aveva suonato. È stato bellissimo. All’inizio entravo in reparto piangendo. Oggi, invece, cerco di fare l’opposto. Scherzo con Diego, faccio rumore, provo a portare un po’ di allegria. Anche i medici apprezzano questo atteggiamento. Ho capito che i bambini hanno bisogno di vedere il sorriso dei loro genitori, non soltanto la loro paura. Spero che il video arrivi soprattutto ai genitori che stanno vivendo questa esperienza. So che ci sono famiglie che si chiudono nel dolore, che perdono ogni speranza. Io non giudico nessuno, perché ognuno reagisce come può. Però vorrei dire loro che vale sempre la pena continuare a credere nelle cure, nei medici, nella vita. Finché c’è una possibilità bisogna aggrapparsi a quella. Viviamo un passo alla volta. Adesso c’è l’intervento per rimuovere il tumore principale e continuiamo ad affidarci ai medici del Policlinico di Bari. Non sappiamo cosa ci aspetta domani, ma oggi sappiamo che la terapia ha funzionato. Ed è questo che ci dà la forza di andare avanti».