La cerimonia blindata al Madison Square Garden - 2/5
L’idea che un’inguaribile romantica come Taylor Swift potesse scegliere di sposarsi in uno stadio aveva fatto storcere il naso ai fan, che hanno pensato a un grande depistaggio per la stampa o un matrimonio segreto: l’arena, forse, poteva servire solo come location per il ricevimento. E invece la coppia ha pronunciato il “sì” proprio al Madison Square Garden, nel pomeriggio del 3 luglio, bloccando l’intera zona e la circolazione nelle vie circostanti. Una misura di sicurezza che, comprensibilmente, ha fatto infuriare i newyorkesi.
La location non sarà l’apice del romanticismo, ma in realtà offre numerosi vantaggi: assoluta privacy, ingressi controllati, nessuna finestra da cui poter spiare all’interno. Fuori si sono accalcati i fan, che si sono accontentati di veder sfilare le auto degli ospiti sotto un tendone, sotto lo sguardo di decine e decine di poliziotti che presidiavano l’edificio. Inoltre, lo spazio interno del Madison Square Garden si può personalizzare a piacimento: nei giorni precedenti si è visto un gran via vai di camion che scaricava scenografie, incluso un pianoforte e una scalinata con la balaustra. La coppia potrebbe aver scelto di far allestire un vero e proprio castello, con tanto di roseto, per scambiarsi le promesse