La gestione della refurtiva come un "patrimonio sociale" - 3/4
A confermare la solidità dell’impianto accusatorio e l’esistenza del reato associativo è stato lo studio dei flussi finanziari e logistici della banda. Indipendentemente da chi fosse l’autore materiale del singolo furto all’interno del terminal, tutti i beni sottratti confluivano in una sorta di “patrimonio comune” e condiviso. La merce accumulata veniva successivamente piazzata sul mercato nero attraverso un ricettatore terzo o, in alternativa, rivenduta direttamente dai membri della banda tramite l’utilizzo di piattaforme di compravendita online. Il ricavato complessivo delle vendite illecite veniva poi sistematicamente suddiviso in parti uguali tra i tre indagati.