Il sistema e la scelta dei voli per il Sud-est asiatico - 2/4
L’operazione è stata condotta dagli agenti della Polizia di Frontiera aerea sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Busto Arsizio. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti attraverso un’articolata attività investigativa, i tre indagati non erano dipendenti di Sea (la società di gestione aeroportuale), bensì lavoratori di una ditta esterna specializzata, incaricata dell’appalto di manutenzione dell’impianto di trasporto e smistamento dei colli (Hbs).
Il modus operandi del sodalizio criminale era strutturato con precisione: i tre dipendenti selezionavano accuratamente le valigie da imbarcare direttamente all’interno dell’area di smistamento. Successivamente, i bagagli venivano spostati e aperti in aree appartate e prive di sorveglianza dello scalo, dove i lavoratori potevano impossessarsi degli oggetti di valore senza essere visti. Le indagini hanno permesso di attribuire al gruppo circa 50 episodi di furto. I passeggeri maggiormente colpiti dal fenomeno erano quelli diretti verso le rotte del Sud-est asiatico. Questa scelta non era casuale: trattandosi in prevalenza di cittadini stranieri, le vittime si accorgevano della sparizione dei propri beni solo una volta giunte nei Paesi di destinazione, rinunciando quasi sempre a presentare una formale denuncia alle autorità consolari o di polizia italiane e limitandosi a inoltrare reclami scritti alle rispettive compagnie aeree.