Il trauma dell'incidente e la sfida ai limiti - 3/5
Il dolore ha bussato alla sua porta anche sotto forma di un grave infortunio fisico durante l’attività sportiva: “È uno spartiacque, c’è un prima e un dopo. Ne ho avuto un altro, rischiando la paralisi per un incidente a nuoto sincronizzato”. Questi traumi hanno alimentato per anni un’inquietudine profonda e una ricerca del limite sfogata attraverso l’attività fisica estrema. “Fino a pochi anni fa era come se fossi rimasta un’eterna adolescente, con scelte sbagliate, sopra le riserve. Ero combattiva, contro cosa non lo sapevo. Praticavo sport estremi, la montagna è il mio luogo dell’anima, facevo dislivelli di 3000 metri, tornando al buio su strade improbabili. Era un modo di sfidare il dolore. Ora ho più rispetto della vita, e la pace dentro di me. Le sedute di psicoanalisi mi hanno aiutata a ridurre la mia frenesia”.