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Hydra, colpo di scena in aula. Il processo si aprirà con l’interrogatorio del collaboratore William Cerbo

Per la prima volta "Scarface" viene ritenuto credibile, non più solo dalle Procure non solo di Milano, ma anche da un tribunale
Hydra, colpo di scena in aula. Il processo si aprirà con l’interrogatorio del collaboratore William Cerbo
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Il colpo di scena era atteso, e colpo di scena è stato. Il 9 luglio all’aula bunker del carcere di San Vittore l’istruttoria del processo Hydra sul Consorzio di mafie si aprirà direttamente con l’interrogatorio di William Cerbo detto Scarface uno dei collaboratori di giustizia di questa indagine ritenuti tra i più affidabili. Colui che per primo davanti al pm Alessandra Cerreti ha confermato l’esistenza dell’Unione di mafie, datandone l’inizio nel 2019 a Milano.

Sarà quindi un’udienza show, visto che quasi sempre l’istruttoria inizia con i testimoni della polizia giudiziaria. All’udienza di oggi, la Procura, oltre a una serie di sentenze che provano l’appartenenza di Cerbo al clan Mazzei di Catania, legato a doppio filo ai Santapaola, ha depositato una recentissima ordinanza del tribunale di Catania. Si tratta di un’inchiesta per mafia denominata Onda Nuova a carico dello stesso clan Mazzei, tra cui Matteo Mazzei, nipote del capostipite Santo Mazzei detto u Carcagnusu.

Nelle oltre 300 pagine del documento, per la prima volta dalla sua collaborazione, vengono riportati alcuni verbali dello stesso Cerbo che dunque, ed è un dato importante, viene ritenuto credibile, non più solo dalle Procure non solo di Milano, ma anche da un tribunale. Il pm Cerreti, oltre ad annunciare l’interrogatorio di uno dei quattro collaboratori del fascicolo milanese, ha chiesto al Tribunale di poter sentire Scarface in presenza. “Escussione in presenza – ha detto il pm Cerreti – perché si tratta di un processo complesso. Cerbo è accusato (ed è stato già condannato in abbreviato, ndr) di far parte di questa associazione mafiosa, dovrà riferire su una serie ponderosa di fatti, è necessario che il Tribunale osservi e possa interloquire dal vivo. Tanto più che durante l’escussione gli saranno sottoposti documenti, perlopiù album fotografici, cosa decisamente difficoltosa se l’interrogatorio si svolgesse da remoto”. Naturalmente le difese tutte si sono opposte. Anzi meglio, hanno condiviso la posizione della Procura di sentire dal vivo il collaboratore, ma hanno anche rilevato che è necessario che gli stessi imputati possano assistere in presenza e questo per un diritto di difesa e un equilibrio con l’accusa. Dopo oltre un’ora di camera di consiglio, il Tribunale ha autorizzato l’esame di Cerbo in aula, rigettando però le richieste delle difesa di aver trodotti in aula i loro clienti.

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