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La denuncia: “Israele appicca incendi nel Libano meridionale e ostacola il lavoro dei soccorritori”. Usato fosforo bianco sulle alture di Ali Al Taher

Nuovi attacchi nel sud del Paese. Colpito un raduno religioso a Tiro. Il Guardian: "Bruciate enormi aree boschive da quando è stato dichiarato il cessate il fuoco". Fosforo bianco sulle alture di Ali Al Taher, che da tempo Tel Aviv cerca di strappare a Hezbollah
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Mentre gli Stati Uniti annunciano un nuovo round di negoziati a inizio settembre, Israele torna a bombardare il sud del Libano e prosegue con le demolizioni e la distruzione di terreni e uliveti nella zona meridionale. Un drone ha colpito un un raduno religioso a Tiro, provocando diversi feriti. Il Guardian riporta la denuncia di vigili del fuoco e residenti della zona di Nabatieh, che raccontano la modalità con cui l’esercito israeliano appicca incendi, ostacolando poi il lavoro di spegnimento. Una modalità consolidata nel tempo.

Un drone israeliano ha colpito un raduno religioso a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese. Intanto, citando residenti e funzionari della protezione civile, il Guardian scrive che l’esercito israeliano sta appiccando incendi in tutto il Libano meridionale, prendendo di mira oliveti e terreni agricoli.

Secondo le associazioni ambientaliste, gli incendi delle ultime settimane rientrano in una pratica israeliana di lunga data volta a colpire l’ambiente naturale del Libano, a distruggere terreni e uliveti, e si accompagna alle demolizioni delle case così da impedire il ritorno dei residenti sfollati. Ieri l’esercito israeliano ha sganciato razzi illuminanti in una zona boschiva alla periferia di Khiam, a Nabatiye, provocando incendi. Quando i vigili del fuoco hanno tentato di spegnere le fiamme, un drone ha colpito nelle vicinanze, costringendoli a ritirarsi, ha dichiarato al quotidiano britannico Hussein Fakih, capo della protezione civile nella regione.

“La maggior parte delle nostre missioni ora riguarda gli incendi. Sono bruciate enormi aree boschive, non ho cifre precise, ma nelle zone vicine alla linea del fronte, circa il 30-40% del territorio è stato colpito dagli incendi”, ha affermato. Secondo video e testimonianze dei soccorritori, l’esercito israeliano ha appiccato incendi in tutto il Libano meridionale, in particolare negli oliveti e nei terreni agricoli, nei quasi due mesi successivi al cessate il fuoco del 17 giugno che ha posto fine alla maggior parte dei combattimenti tra Hezbollah e Israele. “Hanno iniziato a farlo subito dopo il cessate il fuoco, e ci sono state bombe incendiarie ogni giorno”, ha detto sempre Fakih. “Piccoli droni escono e sganciano materiale incendiario, vengono sparati proiettili al fosforo bianco contro i boschi, oltre a razzi illuminanti che vengono lanciati durante il giorno per incendiare la vegetazion”. Venerdì, munizioni israeliane hanno provocato vasti incendi in due zone densamente boscose: a Kfarchouba, vicino al confine, e tra Jezzine e la valle occidentale della Bekaa.

L’agenzia governativa libanese Nna conferma l’uso di munizioni al fosforo bianco (armi incendiarie che provocano un fumo intenso, che secondo il diritto internazionale non possono essere usate in zone abitate perché altamente letali) per colpire le alture di Ali Al Taher, sempre nel distretto di Nabatiye. Le colline Ali Al Taher rappresentano una delle zone strategicamente più importanti a livello militare per la loro quota elevata che permette un’ampia visibilità nell’area circostante. Per questo da settimane Israele cerca di strapparne il controllo a Hezbollah. Secondo Israele, sotto le alture ci sarebbe una sorta di città sotterranea con armi e munizioni, in cui almeno dal 24 giugno sarebbero intrappolati circa 40 miliziani sciiti, forse iraniani.

Nelle ultime ore l’artiglieria israeliana ha colpito anche Wadi Hujeir, Doha, Kfar Remman e l’area tra Talussa e Bani Hayyan, nel distretto di Marjayun, con tiri di mitragliatrice. Ieri inoltre un doppio raid nel sud aveva preso di mira un’ambulanza, provocando un morto e un ferito. Come già accaduto più volte in passato, gli attacchi si sono concentrati prima su un veicolo e poi sui soccorritori giunti sul posto, con la tecnica del double tap. Secondo il Ministero della Salute l’esercito israeliano infatti ha colpito nuovamente quando i soccorritori di un’associazione legata al movimento Amal, alleato di Hezbollah, sono giunti sul posto. “Il Ministero ribadisce la sua condanna del continuo attacco nemico contro le squadre di soccorso, che costituisce un’inaccettabile violazione del diritto internazionale umanitario e di tutte le norme internazionali”, ha dichiarato.

Sul fronte diplomatico, gli Stati Uniti hanno confermato che ci sarà un nuovo ciclo di negoziati tra Israele e Libano a Roma, a inizio settembre. Secondo una fonte citata dal Times of Israel l’ultimo round di colloqui terminato la scorsa settimana non sarebbe andato “liscio”, con Beirut che preme per un ulteriore ritiro israeliano dal Libano meridionale, mentre Israele insiste sul fatto che il processo di verifica del disarmo di Hezbollah debba essere completato prima.

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