Le ricadute e il crollo della salute mentale - 3/4
Dopo un primo ciclo di farmaci antiparassitari e steroidi durato due settimane, la salute di Denman è tornata stabile per alcuni anni, permettendole di riprendere le normali attività quotidiane, correre mezze maratone e trasferirsi a Bristol. Tuttavia, a seguito di un improvviso collasso sul posto di lavoro, i controlli medici hanno evidenziato un esteso rigonfiamento cerebrale attorno ai parassiti. La conseguente perdita di autonomia e i forti intorpidimenti fisici hanno costretto la donna a lasciare l’impiego e a trasferirsi nuovamente presso l’abitazione del padre a Carmarthen.
Il massiccio utilizzo di steroidi e il progressivo isolamento sociale hanno compromesso stabilmente la salute psicologica della paziente, conducendola a un ricovero di sei settimane in un ospedale neuropsichiatrico. “Sono subentrate paranoia e psicosi, accompagnate da ansia grave e attacchi di panico. Ho vissuto una spirale discendente”, ha spiegato Denman alla Bbc. Un’amica di lunga data, Nicola Brown, ha descritto lo choc nel vederla durante quel periodo di degenza: “Sono entrata nella stanza e si comportava essenzialmente come una bambina. Strisciava sul pavimento, si nascondeva dietro una tenda e si sedeva in braccio a suo padre come se avesse cinque anni”. In quella fase di alterazione, Denman inviò anche messaggi incoerenti alla stessa amica, affermando che la polizia la stesse inseguendo e che l’avrebbe vista nei notiziari serali.