Grazia Letizia Veronese, vedova di Lucio Battisti, ha diffuso ai media una lettera aperta, tramite l’avvocata Donata De Nittis, “rivolta al soggetto che nei giorni scorsi ha ceduto alla Casa d’Aste Finarte di Roma, affinché vengano aggiudicate al miglior offerente, alcune lettere scritte da Lucio Battisti alla madre negli Anni 60”.
E ancora: “Si tratta di un gesto incommentabile: vendere lettere private, che riportano aspetti così intimi di un giovane uomo, altro non è che la dimostrazione di un’assoluta mancanza di rispetto e di sensibilità”.
“La notizia – spiega De Nittis – è stata appresa dalla signora dagli organi di informazione, che hanno dato grande rilievo al fatto”. L’asta, dedicata a “Autografi e Memorabilia Storici, Musicali e Sportivi”, era prevista il 26 giugno presso la sede romana di Finarte e sulle piattaforme online della casa d’aste: tra gli oggetti all’incanto erano state annunciate due chitarre di Lucio Battisti usate dal cantautore all’inizio della carriera, un nucleo di corrispondenza privata con la madre consistente in lettere scritte durante i numerosi spostamenti che, a metà degli anni Sessanta, portarono il giovane musicista a esibirsi in Italia e all’estero con le sue prime formazioni nonché anche alcune opere pittoriche.
L’artista scrive alla madre, Dea Battisti, lettere in cui le racconta la sua “avventura” come musicista: dove alloggia, quanto spende per dormire e mangiare, di cosa ha bisogno (scarpe, calzini, maglioni), successi e insuccessi.
In una lettera del 15 ottobre 1963, l’artista alterna speranze e delusioni: “Per quanto riguarda la mia permanenza a Verona puoi stare tranquilla: mangio tre volte al giorno e dormo con sufficienza. Andiamo in giro sempre in macchina e poi non fa tanto freddo. Spero proprio che le cose vadano bene perché qualche giorno fa mi è ripresa un pò di nostalgia per la scuola, ma forse sarà perché erano tempi spensierati e perché mano mano che cresco devo affrontare problemi più grossi. Stiamo lavorando sodo per riuscire a sfondare con tutte le carte in regola”.