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Ultimo aggiornamento: 16:06

Morti sul lavoro, la bizzarra idea del vannacciano Bergamini: “Incidenti nascono da immigrazione clandestina, non conoscono regole e la lingua”

Il deputato risponde alle parole della ministra Calderone e chiede che i lavoratori sappiano la lingua
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“Spesso gli incidenti sul lavoro nascono proprio dall’immigrazione clandestina, spesso difesa da una certa parte politica”. È l’idea del deputato di Futuro Nazionale Davide Bergamini che, intervenendo in Aula alla Camera in dichiarazioni di voto dopo le dichiarazioni della ministra Calderone sulla sicurezza sul lavoro, ha esposto le proprie posizioni sugli incidenti nei luoghi di lavoro.

“Servono risposte serie, concrete – ha spiegato – Sicurezza non vuol dire solo aumentare la burocrazia per le nostre aziende, perché ci dimentichiamo che le aziende che pagano il costo della burocrazia sono sempre le stesse, le pmi italiane. Invece si chiudono gli occhi su quelle partite Iva straniere che vengono usate anche per far arrivare lavoratori irregolari anche dall’estero”. Lavoratori che, ha attaccato, “non conoscendo le nostre regole, e a volte nemmeno la lingua, vanno nei cantieri dove poi succedono gli infortuni e gli incidenti”.

La colpa degli infortuni, quindi, secondo Bergamini è del lavoratore che, eventualmente, non comprende le regole. Per questo, suggerisce, “chiediamo di incrementare i controlli fisici da parte del personale all’interno dei cantieri”. “Sempre più spesso ci capita di vedere lavoratori oggetto di subappalti a cascata, ed è facile vedere che non vengono rispettate quelle famose regole”, ha aggiunto ancora. Per questo la richiesta del vannacciano è che chi lavora nei cantieri “conosca la lingua italiana, le regole” e capisca “quali siano i dispositivi di protezione“. “Non si possono colpire sempre i soliti che rispettano le regole – ha concluso – e far finta che non esistano contro chi viene a derubare il nostro paese”.

In Italia, secondo i dati ufficiali Inail oltre l’80% dei lavoratori deceduti è di nazionalità italiana, mentre la restante quota, è composta da lavoratori stranieri. Il loro rischio di mortalità è più alto, secondo gli osservatori, rispetto ai colleghi italiani proprio perché spesso vengono impiegati nei settori più a rischio, come l’edilizia e l’agricoltura.

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