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Sant’Anna di Stazzema, Mattarella: “Eccidio simbolo dell’abisso della guerra”. Anche Tajani alla commemorazione

Il capo dello Stato nell'anniversario della strage: "I propositi di dominio si riaffacciano, preziose le testimonianze e le coscienze". La Russa non cita il nazifascismo
Sant’Anna di Stazzema, Mattarella: “Eccidio simbolo dell’abisso della guerra”. Anche Tajani alla commemorazione
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“Un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo, facendo prevalere l’orrore dell’annientamento”. Così, nell’anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, Sergio Mattarella definisce la strage compiuta il 12 agosto 1944 dai reparti delle Ss, che nel paesino toscano, con la complicità dei fascisti, uccisero 560 persone di cui 130 bambini. “La Repubblica avverte il dovere di ricordare gli innocenti – donne, anziani, bambini – uccisi senza alcuna pietà a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema, oltraggiando e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità. In questo sacrario civile, come in altri luoghi di dolore, si trovano le radici della Repubblica”, afferma il capo dello Stato.

“La comunità di Stazzema, dopo il dolore, è stata capace di ritrovare fiducia, con l’Italia e l’Europa che hanno riscattato con la pace, la libertà, la democrazia, con i diritti eguali e universali, con la progressiva integrazione, quanto di più terribile la storia aveva prodotto”, afferma Mattarella. Che poi volge lo sguardo al presente: “Le guerre sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni, ora le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano, manifestandosi in forme anche inedite. Sono più che mai preziose le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere esperienze e valori. Sono capaci di respingere violenza, odio, il disprezzo per il rispetto del pluralismo, dell’identità delle persone”. La nota si conclude con un invito all’impegno civile: “Fare memoria, oltre che atto di responsabilità, è atto di liberazione che si rinnova. La vittoria sul nazifascismo aprì la strada della rinascita. Ciascuna generazione deve sapere che a ognuna appartiene il rafforzamento e la difesa delle conquiste civili, che non sono acquisite una volta per tutte. I loro presupposti etici, le ragioni di impegno, vanno rinnovati e rinsaldati”.

Presente alla commemorazione anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani: l’eccidio “deve insegnarci che è importante non solo commemorare una tragedia, una strage compiuta dai nazisti con la complicità dei fascisti italiani, ma deve essere anche un monito per il futuro. Perché il sacrificio di queste persone, compresi i bambini neonati, non può essere vano, deve servire a costruire la pace“, ha detto. “Il governo”, aggiunge, “vuole continuare a lavorare perché la pace possa essere sempre fonte d’ispirazione di ogni attività politica. L’Europa ci ha regalato ottant’anni di pace, ma nulla è scontato perché purtroppo il germe della violenza, il germe delle dittature, delle guerre, è sempre in agguato. Cancellare l’odio significa lavorare per il rispetto delle persone“. Anche il leader di Forza Italia “Quello che è successo qui non dovrebbe accadere mai più, ma purtroppo anche oggi ci sono minacce di violenza nel mondo, di tragedie con tanti morti, di guerre, in Medio Oriente come in Ucraina. L’Italia, che ha costruito la democrazia, difeso la libertà, proprio perché ha subito gli orrori della dittatura, deve essere sempre più portatrice di pace”.

Ricorda la strage anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, con poche parole e senza riferimenti al nazifascismo: “Sant’Anna di Stazzema, una ferita indelebile nella nostra storia. Oggi ricordiamo le vittime di quella barbarie con dolore, rispetto e profonda commozione”. “A 82 anni dall’eccidio nazifascista di Sant’Anna di Stazzema, ricordiamo le vittime innocenti, tra cui donne, anziani e bambini”, è invece il messaggio del presidente della Camera Lorenzo Fontana. “Questa terribile pagina della nostra storia richiama tutti al dovere di respingere ogni forma di odio e violenza e di custodire i valori della pace e della libertà. La democrazia è un bene che va tutelato e difeso ogni giorno. La mia vicinanza alle comunità locali e a chi lavora per mantenere viva la memoria”.

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